Meta sospende le nuove condizioni per gli account business
Meta ha rinviato a tempo indeterminato l'aggiornamento delle condizioni commerciali che avrebbe obbligato i titolari di account business a consentire l'addestramento dell'intelligenza artificiale sui siti esterni collegati a Facebook. Lo riporta Ars Technica, citando Reuters.

- Meta sospende a tempo indeterminato le nuove condizioni per gli account business.
- Le regole imponevano l'addestramento sui siti collegati, senza opt-out.
- Blocchi giudiziari in Brasile e Norvegia e indagine antitrust nel Regno Unito.
Che cosa prevedevano le nuove regole
Le modifiche riguardavano chi gestisce una pagina aziendale su Facebook. Per mantenerla attiva bisognava accettare che i sistemi di Meta analizzassero anche i siti esterni collegati alla pagina, senza alcuna possibilità di rifiutare, cioè senza opt-out.
Secondo gli esperti legali interpellati da Nieman Lab, il linguaggio vago del testo avrebbe potuto permettere a Meta di ignorare il file robots.txt, lo strumento con cui un sito indica ai programmi automatici quali contenuti non devono essere raccolti. Le condizioni chiedevano inoltre agli editori di creare credenziali di prova perché i bot dell'azienda potessero superare i paywall, cioè le barriere a pagamento.
Poiché praticamente ogni testata giornalistica ha una pagina Facebook, Nieman Lab ha avvertito che Meta avrebbe potuto così evitare milioni di dollari di costi di licenza per i contenuti usati nell'addestramento.
Lo stop di tribunali e autorità
Le nuove condizioni dovevano entrare in vigore il 30 ottobre, poi erano state spostate al 20 novembre dopo le proteste. Nel frattempo tribunali in Brasile e Norvegia hanno emesso provvedimenti cautelari che le bloccano, in seguito a cause avviate da organizzazioni locali.
Nel Regno Unito la Competition and Markets Authority, l'autorità per la concorrenza, ha aperto un'indagine formale per verificare se Meta stesse sfruttando la propria posizione dominante per impadronirsi di dati di addestramento di valore. Il capo della News Media Association britannica, Theo Bamber, ha parlato su LinkedIn di arroganza dell'azienda.
Un portavoce di Meta ha spiegato che le modifiche sono sospese mentre proseguono i confronti con le parti interessate e che restano in vigore le condizioni attuali.
Perché conta
La vicenda mostra che le regole sull'uso dei contenuti per addestrare l'intelligenza artificiale non si decidono solo nei contratti: tribunali e autorità per la concorrenza stanno intervenendo.
Il tema riguarda da vicino anche l'Italia, dove quasi tutti gli editori, i negozi e i professionisti usano una pagina Facebook per farsi trovare. Condizioni come quelle congelate avrebbero legato la presenza sulla piattaforma alla cessione implicita dei contenuti pubblicati sui propri siti, senza compenso e senza possibilità di dire di no.


