Edizione della sera · 7 novembre 2026

Anthropic verso la Borsa: gli investitori contestano i 1.500 miliardi

Anthropic si prepara allo sbarco in Borsa con una valutazione obiettivo di 1.500 miliardi di dollari, ma secondo Reuters diversi potenziali investitori la ritengono troppo alta e dubitano che il roadshow possa partire nei tempi previsti.

Anthropic
Immagine: HaeB / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Dai 2.000 miliardi di settembre alle frenate di oggi

Anthropic è il laboratorio americano che sviluppa i modelli della famiglia Claude ed è il principale rivale di OpenAI. La scorsa settimana ha depositato l'S-1, il documento con cui negli Stati Uniti un'azienda si presenta agli investitori prima della quotazione, indicando numeri, rischi e conti.

Ancora a settembre si parlava di una valutazione fino a 2.000 miliardi di dollari. Oggi, riferisce Reuters, alcuni investitori considerano eccessivi anche 1.500 miliardi e c'è chi ha ipotizzato una cifra vicina ai 1.000 miliardi. Bloomberg, citata da TechCrunch, parla di possibili acquirenti orientati addirittura su 1.100 miliardi.

Le ragioni dello scetticismo sono due. La prima è contabile: Anthropic è ancora in perdita e consuma molta liquidità per costruire l'infrastruttura di calcolo necessaria ad addestrare e far funzionare i suoi modelli. La seconda è informativa: nell'aggiornamento dell'S-1 mancano i ricavi di ottobre, e molti investitori aspettano quel dato prima di decidere.

Il contesto: mercati nervosi e voto americano

A complicare il quadro sono arrivate le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. In diversi Stati sono passati referendum che limitano l'espansione dei data center, i grandi capannoni pieni di server che alimentano l'intelligenza artificiale e che consumano molta energia e acqua. Il risultato, scrive The Decoder, è stata la più forte ondata di vendite sui titoli tecnologici dell'ultimo anno.

Anche il Wall Street Journal riferisce di investitori scettici. Se la pressione sui titoli legati all'IA dovesse continuare, Anthropic potrebbe rinviare l'operazione, che secondo alcune stime potrebbe arrivare a 100 miliardi di dollari di raccolta.

Perché conta

Sarebbe una delle quotazioni più grandi di sempre e funziona come test pubblico sul valore reale dell'intelligenza artificiale: finora i prezzi sono stati fissati da pochi investitori privati, in Borsa decide un mercato molto più ampio.

Un rinvio, avverte The Decoder, potrebbe scuotere la fiducia nell'intero settore. E questo riguarda anche l'Italia: i fondi pensione e i fondi comuni europei sono esposti ai titoli tecnologici americani, e il clima attorno ai data center influenza le decisioni di investimento che toccano anche i progetti annunciati nel nostro Paese.

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