Google: le scuole che rifiutano l'IA perderanno anche Search
Google ha annunciato che dal prossimo anno i suoi strumenti di intelligenza artificiale saranno disattivati per impostazione predefinita negli account scolastici, a meno che non siano gli amministratori ad attivarli. Chi sceglie di non attivarli, però, perde anche l'accesso a Google Search.

- Dal prossimo anno gli strumenti IA di Google saranno spenti di default nelle scuole.
- Chi non li attiva perde anche l'accesso a Google Search.
- Sanders parla di estorsione, critiche anche da Mamdani e dalla California.
Una scelta senza vie di mezzo
La modifica riguarda gli account degli studenti delle scuole primarie e secondarie e tocca quattro prodotti: Gemini, Gemini Notebook (indicato da TechCrunch come NotebookLM), Gemini in Classroom e il motore di ricerca Google Search. Non è possibile scegliere di disattivare solo l'intelligenza artificiale: o si accettano tutti i servizi o si rinuncia a tutti.
Chris Phillips, vicepresidente per l'istruzione di Google, ha spiegato al New York Times che ricerca e IA sono profondamente integrate: gli studenti delle scuole che bloccano l'IA non avranno accesso a Search e vedranno un messaggio che segnala l'indisponibilità del servizio. Come osserva Ars Technica, la scelta è coerente con la linea seguita da Google nel mercato consumer, dove la maggior parte delle ricerche mostra ormai in cima un riassunto generato dall'IA, l'AI Overview.
Google sostiene che la novità dia alle scuole più scelta, non meno, e arriva dopo consultazioni con insegnanti, ricercatori e decisori politici. L'azienda sta inoltre integrando in Search la funzione Guided Learning, una sorta di tutor che dovrebbe guidare lo studente nel ragionamento invece di fornire la risposta pronta: i test partiranno questo mese in alcune scuole statunitensi.
Le reazioni politiche
Il senatore Bernie Sanders ha definito la mossa un'estorsione. Il sindaco di New York Zohran Mamdani ha dichiarato che nessuna azienda dovrebbe avere il potere di decidere come si insegna ai bambini, mentre Rohit Chopra, segretario per le imprese e i consumatori della California, ha detto che le grandi aziende tecnologiche non devono poter forzare la mano alle scuole.
Il contesto aiuta a capire la tensione: pochi mesi fa Google aveva attivato Gemini per impostazione predefinita dentro Google Classroom, usato secondo The Verge da oltre 150 milioni tra insegnanti e studenti nel mondo, e a ottobre alcuni parlamentari avevano chiesto conto all'azienda dei possibili danni dell'IA in classe.
Perché conta
La diffusione dei Chromebook e della suite Google nelle aule rende la decisione particolarmente pesante: per molti istituti rinunciare a Search significherebbe togliere agli studenti lo strumento base per cercare materiali di studio.
Il caso riguarda gli Stati Uniti, ma pone una domanda valida anche per le scuole italiane che usano gli strumenti di Google: quanto margine reale di scelta resta a un'istituzione pubblica quando l'infrastruttura digitale su cui si appoggia è di un solo fornitore privato.


