Altman: meglio la RAM nei data center che sulle scrivanie
Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI, ha dichiarato che è "terribile" che la memoria RAM finisca nei computer personali invece che nei data center. Lo ha detto nel podcast Cheeky Pint, rispondendo a una domanda sulla carenza di memoria che sta colpendo il mercato.

- Altman definisce "terribile" avere la RAM nei PC personali invece che nei data center.
- Secondo lui la memoria domestica resta inutilizzata il 95% del tempo.
- Le sue parole arrivano mentre OpenAI assorbe grandi quantità di DRAM mondiale.
Il ragionamento di Altman
La RAM, o memoria ad accesso casuale, è il componente in cui un computer tiene i dati su cui sta lavorando in quel momento: più ce n'è, più programmi e modelli di grandi dimensioni si possono gestire. La DRAM è la tecnologia con cui queste memorie vengono realizzate ed è oggi una delle risorse più contese del settore tecnologico.
Secondo Altman, molti immaginano che il problema si risolva da sé: arriveranno modelli open source, cioè liberamente scaricabili, che ciascuno potrà far girare sul proprio computer, riducendo il bisogno di infrastrutture centralizzate. È la cosiddetta inferenza locale, ovvero far funzionare un modello di intelligenza artificiale direttamente sul dispositivo dell'utente.
Il CEO di OpenAI ribalta questa intuizione: dal punto di vista dell'allocazione globale, sostiene, è un pessimo affare che ognuno tenga una fetta della limitata disponibilità mondiale di DRAM dentro al proprio PC, usandola solo il cinque per cento del tempo. In una fase di scarsità, aggiunge, conviene puntare alla massima utilizzazione nel cloud.
Il contesto: OpenAI compra memoria a ritmo record
Le parole arrivano mentre la corsa agli acquisti di OpenAI contribuisce a stringere la disponibilità mondiale di memoria. Come ricorda The Verge, i produttori Samsung e SK Hynix hanno accordi di lungo periodo con operatori cloud e con progetti come Stargate, l'iniziativa infrastrutturale legata a OpenAI, che hanno già prenotato buona parte della produzione dei prossimi anni.
Perché conta
La posizione di Altman tocca una questione politica, non solo tecnica: chi decide dove finisce una risorsa scarsa. Se la memoria viene concentrata nei data center, l'intelligenza artificiale resta un servizio da affittare online anziché qualcosa che si può usare in autonomia sul proprio computer, con conseguenze su costi, privacy e dipendenza da pochi fornitori.
Per chi vive in Italia l'effetto più immediato è sul portafoglio: i miliardi spesi dalle grandi aziende del cloud per i chip di memoria sono, secondo The Verge, la ragione per cui laptop, telefoni e altri dispositivi stanno diventando più cari. Una scelta di allocazione industriale decisa altrove si traduce nel prezzo esposto in un negozio di elettronica.

