Edizione del pomeriggio · 13 ottobre 2026

La Casa Bianca restituisce all'istituto britannico l'accesso ai modelli

La Casa Bianca ha fatto marcia indietro: l'istituto britannico per la sicurezza dell'intelligenza artificiale torna ad avere accesso anticipato ai modelli di OpenAI, Google DeepMind e Anthropic. Lo riporta il Daily Telegraph.

White House
Immagine: (top)Cezary p(bottom)MattWade / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Il blocco e la retromarcia

L'AI Security Institute, abbreviato in AISI, è l'ente pubblico britannico nato nel 2023 che esamina i sistemi di intelligenza artificiale alla ricerca di rischi per la sicurezza prima che vengano messi in commercio. Il suo lavoro dipende da un privilegio preciso: ricevere i modelli dei principali laboratori statunitensi in anteprima, quando ancora non sono pubblici.

A settembre, secondo quanto riportato, l'amministrazione Trump aveva chiesto alle aziende di smettere di condividere i modelli con l'istituto. Anthropic aveva poi limitato l'accesso al suo nuovo modello Claude Mythos 5.1. Dopo la pressione diplomatica del ministro britannico per l'IA Kanishka Narayan il blocco è stato rimosso, e lunedì l'AISI ha confermato di poter nuovamente accedere e testare i modelli più recenti.

Il contesto politico

Lo scontro si inserisce in una tensione più ampia. Alla stessa Assemblea generale delle Nazioni Unite in cui il primo ministro Andy Burnham aveva chiesto regole internazionali sull'IA, Trump aveva messo in guardia contro le organizzazioni cosiddette globaliste, accusate di interferire con lo sviluppo americano del settore.

Narayan, riferisce il Telegraph, intende annunciare nuove misure di sicurezza in un prossimo discorso, tra cui obblighi di segnalazione più stringenti per gli incidenti informatici legati all'IA che coinvolgono infrastrutture critiche. I vertici di MI6, MI5 e GCHQ, i servizi di intelligence britannici, avevano avvertito i ministri che l'intelligenza artificiale sta rafforzando attori ostili e gruppi terroristici.

Perché conta

I test indipendenti sui modelli di frontiera sono oggi uno dei pochi strumenti concreti di controllo esterno sull'industria dell'IA, e l'istituto britannico è tra i pochi soggetti pubblici al mondo ad averne la possibilità tecnica. Interrompere quell'accesso avrebbe significato lasciare le valutazioni quasi interamente nelle mani delle aziende che costruiscono i sistemi.

La vicenda riguarda anche l'Europa e l'Italia: i modelli esaminati a Londra sono gli stessi che arrivano poi nelle app usate ogni giorno nel continente, e mostra quanto la sicurezza dell'IA dipenda ancora da rapporti diplomatici più che da regole vincolanti.

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