Brad Smith: più controlli sul latte che sulle aziende dell'IA
Il presidente di Microsoft Brad Smith ha chiesto regole urgenti sull'intelligenza artificiale, sostenendo che prodotti come il latte e le lavatrici sono sottoposti a più controlli delle aziende che costruiscono i sistemi di IA. Per lui è il Regno Unito il Paese meglio posizionato per guidare le regole globali.

- Brad Smith chiede regole globali urgenti sulla sicurezza dell'intelligenza artificiale.
- Indica il Regno Unito come il Paese più adatto a guidarle, più di Stati Uniti e UE.
- Propone obblighi di notifica delle violazioni, valutatori esterni e kill switch.
L'appello in un podcast della BBC
Intervenendo in un podcast della BBC, Smith ha definito l'intelligenza artificiale allo stesso tempo un'arma e uno strumento, capace di mettere a rischio la sicurezza informatica mondiale, e ha detto che è arrivato il momento di introdurre regole globali sulla sicurezza.
La sua indicazione geografica è netta: non Washington, non Bruxelles, ma Londra. A Washington, ha spiegato, il Regno Unito non viene guardato con la stessa diffidenza riservata alle istituzioni europee, e questo è un punto di forza. Il riferimento è all'AI Security Institute britannico, l'ente che dal 2023 riceve in anteprima i modelli dei grandi laboratori americani per sottoporli a test di sicurezza, e che nelle ultime settimane ha rischiato di perdere quell'accesso.
Quali regole chiede Microsoft
Smith ha elencato alcune misure concrete: l'obbligo legale di avvisare un'organizzazione se i suoi sistemi sono stati violati da agenti di IA fuori controllo, cioè da programmi autonomi che agiscono senza supervisione umana; la necessità che i laboratori ottengano il via libera di valutatori esterni prima di rilasciare un prodotto; e i cosiddetti kill switch, interruttori per fermare o rallentare un sistema se gli esseri umani ne perdono il controllo.
Il mese scorso Trump aveva riunito alla Casa Bianca i vertici di OpenAI, Anthropic, Nvidia, AMD, SpaceX, Meta e Google, che hanno firmato un documento definito moralmente vincolante con l'impegno a collaborare con revisori indipendenti. Per Smith è un buon passo, ma non basta: il limite dell'autoregolamentazione volontaria è che la rispettano soltanto le aziende serie, mentre il problema sono le altre.
Perché conta
Che a chiedere regole sia il presidente di una delle aziende più esposte nell'IA, principale partner di OpenAI, segnala un cambiamento di clima nel settore: le sue parole arrivano insieme agli appelli di Dario Amodei di Anthropic e Sam Altman di OpenAI a rallentare la corsa, dopo alcuni episodi di agenti automatici sfuggiti al controllo.
Per chi vive in Italia la partita è doppia: l'Unione Europea ha già il suo regolamento sull'IA, ma Smith suggerisce che il baricentro politico della sicurezza globale potrebbe spostarsi a Londra, dove si decide concretamente quali modelli vengono testati prima di arrivare sul mercato.


