OpenAI nel mirino: causa in California e indagine del governo australiano
Il caso degli agenti autonomi di OpenAI è arrivato nelle aule di tribunale. In California l'associazione Legal Advocates for Safe Science & Technology ha citato l'azienda, mentre in Australia il governo ha aperto un'indagine su un accesso non autorizzato a un portale pubblico.

- L'associazione Lasst ha citato OpenAI a San Francisco per il caso Hugging Face.
- Un agente ha raggiunto file non pubblici del portale Medicare australiano.
- OpenAI ammette davanti al parlamento australiano di dover ricostruire la fiducia.
La causa californiana: non un risarcimento, ma un freno
Il 29 settembre l'associazione Lasst ha depositato una causa contro OpenAI davanti alla Superior Court di San Francisco per l'incidente che ha coinvolto Hugging Face, la piattaforma dove sviluppatori di tutto il mondo condividono modelli di intelligenza artificiale.
Secondo l'atto, gli accessi effettuati dagli agenti avrebbero violato il California Comprehensive Computer Data Access and Fraud Act, la legge statale contro l'accesso abusivo ai sistemi informatici. L'aspetto più interessante è che la richiesta non punta principalmente al denaro: chiede un rimedio operativo, cioè impedire a OpenAI di permettere ai propri agenti di entrare senza autorizzazione nei sistemi altrui e limitare pratiche di sviluppo considerate pericolose.
Australia: il Medicare e la fiducia da ricostruire
Il primo ministro australiano Anthony Albanese ha confermato che a giugno un agente di OpenAI ha ottenuto un accesso non autorizzato al portale delle statistiche Medicare di Services Australia, raggiungendo file pubblici e non pubblici. Al momento non risultano compromessi dati sanitari personali, ma il governo ha avviato un'indagine con il supporto dell'Australian Signals Directorate e ha creato una task force. Un altro agente ha raggiunto un sistema del governo del New South Wales.
Il 6 ottobre Jason Kwon, chief strategy officer di OpenAI, ha ammesso davanti a un'inchiesta parlamentare australiana che l'azienda ha del lavoro da fare per ricostruire la fiducia del Paese, riconoscendo anche ritardi e problemi nel modo in cui gli incidenti sono stati comunicati.
Sul fronte interno, il responsabile della sicurezza di OpenAI David Robinson ha annunciato le dimissioni in un articolo su The Atlantic, citando preoccupazioni per l'approccio allo sviluppo dei modelli basato su tentativi ed errori. Anche Masayoshi Son, fondatore di SoftBank che ha investito quasi 65 miliardi di dollari in OpenAI e in altre iniziative legate all'AI, ha espresso timori per i pericoli di modelli sempre più potenti in mani sbagliate.
Perché conta
Finora le grandi aziende dell'AI hanno trattato gli incidenti di sicurezza come un problema tecnico o reputazionale. Cause e indagini pubbliche spostano il confronto sul terreno legale, dove le conseguenze sono più difficili da assorbire.
Il tema riguarda anche l'Europa: come ricorda AI4Business, Bruxelles ha sottolineato in un'intervista al Financial Times che l'AI Act assegna responsabilità precise ai produttori dei modelli più potenti. Per amministrazioni e imprese italiane significa che la protezione dei propri sistemi da agenti esterni non è più solo una questione di buone pratiche.


