LibreOffice dice no all'IA e la trasforma in una caratteristica
LibreOffice non aggiungerà funzioni di intelligenza artificiale nell'immediato futuro. Lo ha annunciato The Document Foundation, la fondazione non profit che sviluppa la suite open source, trasformando l'assenza di IA in un punto di forza del prodotto.
- LibreOffice non aggiungerà funzioni di IA nell'installazione predefinita.
- Motivo: i documenti non devono lasciare il computer dell'utente.
- Chi vuole l'IA può usare estensioni collegate a modelli locali.
Una scelta di progettazione
LibreOffice è una raccolta gratuita di programmi per scrivere documenti, creare fogli di calcolo e presentazioni, alternativa ai pacchetti commerciali. È open source, cioè il suo codice è pubblico e chiunque può esaminarlo o modificarlo.
Nel post pubblicato questa settimana la fondazione precisa di non rifiutare l'intelligenza artificiale in linea di principio, ma di aver valutato che oggi nessuna integrazione soddisfa i suoi requisiti: i dati devono restare sul dispositivo dell'utente e non deve esserci dipendenza da un singolo fornitore di IA. Il messaggio era già stato ribadito con la versione rilasciata a fine agosto, descritta come priva di funzioni di IA generativa per una precisa scelta progettuale.
Il punto centrale è che il programma non richiede una connessione di rete per funzionare e che i documenti non vengono caricati su server esterni per essere elaborati. Secondo la fondazione, qualsiasi organizzazione che tratti dati riservati, coperti da segreto professionale o personali deve sapere dove finiscono quei dati, e l'unica garanzia che regge a una verifica è che non escano dal computer.
Chi vuole l'IA può aggiungerla
La porta non è chiusa del tutto: gli utenti possono installare estensioni che collegano l'editor a modelli di intelligenza artificiale eseguiti localmente, cioè sulla propria macchina. Nell'installazione predefinita, però, non ci sarà alcuna funzione di IA, e la fondazione dice che continuerà a osservare l'evoluzione della tecnologia.
La decisione va controcorrente rispetto a molti produttori di software che oggi inseriscono assistenti e chatbot ovunque, a volte peggiorando l'esperienza d'uso. Secondo TechCrunch, proprio questa tendenza ha spinto alcuni sviluppatori a creare funzioni che bloccano o rimuovono le componenti di IA.
Perché conta
LibreOffice è usato da decine di milioni di persone e organizzazioni, incluse amministrazioni pubbliche che cercano alternative ai grandi fornitori statunitensi. In Italia, dove enti locali, studi legali e ospedali gestiscono quotidianamente dati personali e sensibili, la garanzia che un documento non venga inviato a un server esterno ha un valore pratico in termini di conformità e di verifiche.
La notizia segnala anche che la privacy può diventare un argomento di vendita: non tutti gli utenti considerano l'aggiunta di funzioni di intelligenza artificiale un miglioramento automatico.

