Edizione della sera · 7 ottobre 2026

Amazon blocca l'agente IA di Meta: il web non è pronto agli assistenti

Amazon ha bloccato l'agente di intelligenza artificiale Muse di Meta dal proprio sito di vendita online: l'assistente non può più sfogliare il catalogo né completare acquisti per conto degli utenti. Secondo TechCrunch il problema è molto più ampio e riguarda anche altri grandi siti.

Amazon (company)
Immagine: SounderBruce / Wikimedia Commons, CC BY-SA 2.0

Cosa è successo con Amazon e Meta

Gli agenti personali di intelligenza artificiale, come Muse e Instinct di Meta o Dots di ChatGPT, sono assistenti che non si limitano a rispondere a domande: navigano i siti e portano a termine compiti al posto dell'utente, per esempio prenotare un volo, riservare un tavolo al ristorante o fare la spesa online. Il loro vantaggio è che non servono competenze tecniche per usarli.

Il punto debole emerge quando il sito dall'altra parte rifiuta la richiesta. Amazon ha iniziato a bloccare Muse dalla propria vetrina commerciale, una scelta dichiaratamente intenzionale. Per chi usa l'assistente il risultato è un'operazione che si interrompe, senza capire di chi sia la colpa.

Walmart parla di blocchi involontari, Delta è netta

Secondo TechCrunch, diversi utenti hanno segnalato sui social che Muse non riesce a completare acquisti nemmeno su Walmart. Ma un portavoce della catena americana ha spiegato che non si tratta di una scelta voluta: Walmart è anzi partner di Muse dall'annuncio fatto alla conferenza Meta Connect di settembre e vuole essere presente anche dentro le esperienze basate su agenti.

Il vero ostacolo è il classico controllo anti-bot, cioè il pulsante che chiede di confermare di essere umani, pensato per fermare spam e attività malevole. Se quella verifica viene interrotta, il controllo fallisce e l'agente viene espulso. L'assistente agisce per conto di una persona reale, ma agli occhi del sito resta un programma automatico.

Diverso il caso del trasporto aereo. Delta ha dichiarato di adottare misure contro le attività automatiche non autorizzate e di non avere al momento alcuna partnership che permetta a un agente esterno di cercare o prenotare voli per un cliente, pur continuando a valutare la tecnologia. United ha rimandato alle proprie condizioni d'uso.

Perché conta

La vicenda mostra che gli strumenti costruiti per distinguere umani e bot non sono adatti a un web in cui gli assistenti agiscono per conto nostro. Finché mancherà un modo per riconoscere i bot buoni da quelli dannosi, le promesse di questi prodotti resteranno in parte sulla carta, anche per gli utenti italiani che li provano su siti di e-commerce e compagnie aeree internazionali.

Per questo Meta, Walmart, Stripe, Sierra, Genesys, Rocket, NiCE e Decagon stanno lavorando a uno standard aperto che regoli il dialogo tra agenti e aziende nel commercio online. Nel frattempo, avverte TechCrunch, la confusione per i consumatori resta alta.

La domanda di questa edizione
E voi, vi fidereste di un agente che compra al posto vostro?
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