Sondaggio Quinnipiac: il 47% degli americani vuole rallentare l'IA
Un sondaggio della Quinnipiac University mostra che la maggioranza degli americani vorrebbe frenare lo sviluppo dell'intelligenza artificiale: il 47% chiede di ridurne la velocità e il 30% di sospenderlo finché la sicurezza non sarà verificata.
- Il 47% degli americani vuole rallentare lo sviluppo dell'IA, il 30% fermarlo.
- L'86% sostiene standard di sicurezza indipendenti, anche a costo di frenare i progressi.
- Il 74% ha poca o nessuna fiducia nei dirigenti delle aziende di IA.
I numeri del sondaggio
La Quinnipiac University, ateneo statunitense noto per le sue rilevazioni demoscopiche, ha intervistato 1.202 adulti americani tra il 24 e il 27 settembre, con un margine di errore di più o meno 3,5 punti percentuali. Solo il 5% degli intervistati si dichiara favorevole a uno sviluppo più rapido dell'intelligenza artificiale.
Gli altri dati raccontano un clima di forte diffidenza. L'86% è favorevole agli standard di sicurezza indipendenti di cui si discute per le aziende del settore, anche se dovessero rallentare i progressi. Il 73% teme che l'intelligenza artificiale possa un giorno mettere a rischio la sopravvivenza dell'umanità. E il 74% dichiara poca o nessuna fiducia nei dirigenti delle aziende che la sviluppano.
La lettura dei ricercatori
Secondo Chetan Jaiswal della Quinnipiac University, messi insieme questi risultati indicano che il pubblico chiede garanzie che non si basino semplicemente sulla parola dei vertici delle aziende. In altre parole: non tutele promesse dall'industria, ma regole verificabili da soggetti terzi.
Perché conta
Gli Stati Uniti sono il paese dove hanno sede quasi tutte le grandi aziende di intelligenza artificiale, da OpenAI a Google a Anthropic, e dove si decide buona parte delle regole che poi ricadono sul resto del mondo. Un'opinione pubblica così scettica è un fattore politico: può spingere il Congresso e i singoli Stati americani verso normative più severe, in una direzione per certi versi simile a quella già presa dall'Unione Europea con l'AI Act, il regolamento che classifica i sistemi di intelligenza artificiale in base al rischio.
Il dato sulla fiducia è forse il più significativo per capire il momento: nonostante l'adozione rapidissima di chatbot e assistenti, tre americani su quattro non si fidano di chi guida le aziende che li costruiscono. Un divario tra uso quotidiano e fiducia che riguarda da vicino anche il dibattito italiano ed europeo sulla trasparenza degli algoritmi.


