Uber: in una settimana solo quattro corse prenotate da agenti AI
Uber ha reso noti per la prima volta i numeri degli acquisti effettuati sulla sua piattaforma da agenti di intelligenza artificiale: nella settimana di Halloween, la più intensa di ottobre, solo quattro corse sono state prenotate da un agente.

- Quattro corse e circa 500 ordini Uber Eats da agenti AI su 320 milioni di transazioni.
- Il CEO Khosrowshahi parla di trazione molto limitata ma resta ottimista.
- Anche DoorDash riferisce solo poche centinaia di ordini generati da agenti.
I numeri comunicati agli analisti
Durante la presentazione dei risultati del terzo trimestre 2026, il direttore finanziario Balaji Krishnamurthy ha spiegato che in quella settimana l'azienda ha gestito circa 320 milioni tra corse e ordini su Uber e Uber Eats. Di questi, quattro erano corse prenotate da agenti AI di terze parti e circa 500 erano ordini di cibo.
Per agente si intende un assistente basato sull'intelligenza artificiale che non si limita a rispondere alle domande ma svolge compiti al posto dell'utente, per esempio prenotare un passaggio o ordinare la cena. L'amministratore delegato Dara Khosrowshahi ha parlato di una trazione molto limitata e di una fase ancora iniziale, aggiungendo di sperare che il fenomeno cresca.
Numeri simili arrivano da DoorDash, piattaforma statunitense di consegne, che la settimana precedente aveva riferito di aver ricevuto finora solo qualche centinaio di ordini da agenti.
Perché la sostituzione non decolla
Il timore del settore si chiama disintermediazione: l'idea che gli utenti smettano di aprire le app e deleghino tutto a un assistente AI, togliendo alle piattaforme il rapporto diretto con il cliente. Khosrowshahi ha offerto una spiegazione pratica del perché per ora non accade: prenotare una corsa nell'app richiede in media 50 secondi e riordinare un piatto preferito 90 secondi, quindi un agente non fa risparmiare molto tempo.
Il contesto è comunque quello di un forte entusiasmo attorno agli assistenti autonomi: OpenAI, Anthropic, Google e numerose startup offrono i propri agenti, e secondo i dati diffusi da Meta la sua app Muse ha superato i 10 milioni di utenti. Uber dice di essere disponibile a collaborare con questi operatori, ma punta anche su strumenti propri, come l'assistente che compila la lista della spesa su Uber Eats a partire da una foto di una ricetta.
Perché conta
È uno dei primi dati concreti, forniti da un'azienda quotata, sull'effettivo utilizzo degli agenti AI per fare acquisti. Finora il dibattito si basava soprattutto su previsioni e valutazioni miliardarie delle startup del settore.
Il divario tra aspettative e uso reale è un'informazione utile anche per imprese e commercianti italiani che si stanno chiedendo se e quando adattare i propri servizi all'arrivo degli assistenti automatici: per ora la transizione è molto più lenta di quanto il racconto del settore lasci intendere.

