Midterm USA: passano 38 referendum locali contro i data center
Le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti si sono trasformate in un voto contro i data center: su 44 misure referendarie locali proposte in dieci stati per limitarne la costruzione, 38 sono state approvate, secondo i dati raccolti dalla società di sondaggi Redbud Consulting.

- Approvate 38 misure locali su 44 per limitare i data center negli Stati Uniti.
- In Texas la neoeletta governatrice Gina Hinojosa punta a una moratoria statale.
- Secondo Bloomberg sono esposti circa 13 gigawatt di capacità in Texas.
Il voto locale e i candidati
I data center sono i grandi capannoni pieni di server che alimentano i servizi di intelligenza artificiale: consumano enormi quantità di elettricità e acqua, e la loro espansione è diventata un tema politico nelle comunità che li ospitano. Le misure approvate includono moratorie e veri e propri divieti: la cittadina di Wells, nel Maine, ha scelto una moratoria di 180 giorni per gli impianti di grandi dimensioni; diverse città dell'Ohio hanno vietato i data center sopra i 25 megawatt; El Dorado, in Kansas, ha bloccato per dieci anni quelli con un picco di carico elettrico superiore a 10 megawatt.
Secondo un sondaggio NBC News svolto il giorno del voto, il 76% degli elettori interpellati si è detto contrario ai data center nella propria comunità. Gli analisti citati da Ars Technica osservano che le nuove restrizioni non toccheranno i cantieri già avviati o approvati fino al 2027, ma colpiranno soprattutto i progetti previsti per il 2028.
Il caso Texas
Il risultato più rilevante per il settore arriva dal Texas, secondo stato per numero di data center pianificati e, secondo Axios, destinato a rappresentare oltre il 41% della nuova capacità in arrivo nel 2028. La democratica Gina Hinojosa, deputata statale, ha vinto a sorpresa la corsa per la carica di governatrice contro l'uscente repubblicano Greg Abbott e sostiene una moratoria statale finché non verranno approvate leggi su acqua, elettricità, aria e diritti di proprietà.
Secondo Bloomberg, gli sviluppatori si trovano davanti allo scenario peggiore e circa 13 gigawatt di capacità sono ora a rischio. L'analista Gordon Johnson di GLJ Research prevede che i progetti già dotati di energia, permessi e materiali proseguiranno, mentre quelli privi di autorizzazioni ambientali statali potrebbero slittare di 12-18 mesi, con alcuni che potrebbero spostarsi in Louisiana o Georgia.
Perché conta
La corsa all'intelligenza artificiale si regge su una condizione materiale: poter costruire in fretta impianti enormi vicino alle reti elettriche. Se i territori iniziano a dire no, i tempi e i costi dei piani annunciati dalle grandi aziende cambiano.
È una dinamica che riguarda anche l'Europa e l'Italia, dove sono in progetto nuovi poli di calcolo: il nodo di consumi energetici, uso dell'acqua e benefici per le comunità locali è lo stesso, e il voto americano mostra che può diventare terreno di scontro politico.

