OpenEvidence, l'IA usata da due medici americani su tre
Quasi due medici statunitensi su tre usano OpenEvidence, un motore di ricerca basato sull'intelligenza artificiale, per orientare diagnosi e terapie. La startup di Miami ha raggiunto una valutazione di 15 miliardi di dollari e si finanzia con la pubblicità.

- Quasi due terzi dei medici statunitensi usano OpenEvidence per decisioni cliniche.
- Oltre 42 milioni di richieste il mese scorso e valutazione di 15 miliardi di dollari.
- Il servizio è gratuito e si finanzia con la pubblicità, ma l'accuratezza è contestata.
Una crescita rapidissima
OpenEvidence è stata fondata nel 2022 dall'imprenditore Daniel Nadler. Il suo chatbot, cioè un assistente conversazionale, analizza riviste mediche e linee guida cliniche per aiutare i medici a inquadrare un caso. Secondo l'azienda, il mese scorso sono state elaborate oltre 42 milioni di richieste, provenienti da una larga parte del milione di medici statunitensi.
La diffusione è avvenuta soprattutto per passaparola, in un settore dove pochi strumenti hanno avuto un'adozione simile. Nadler, in un'intervista al Financial Times, l'ha definita la prima app di consumo virale nella sanità. Negli ultimi diciotto mesi la società ha raccolto quasi un miliardo di dollari da investitori come Andreessen Horowitz, Blackstone, Thrive Capital e Sequoia, con un ultimo round da 250 milioni a settembre che le ha dato una valutazione di 15 miliardi.
Pubblicità e dubbi sull'accuratezza
Il modello di business è insolito per la sanità: il servizio è gratuito per i medici e si sostiene con la pubblicità. A fine 2025 l'azienda aveva registrato 100 milioni di dollari di impegni pubblicitari, una cifra che comprende acquisti presenti e futuri; secondo una persona vicina alla società, i ricavi pubblicitari potrebbero arrivare tra 400 e 500 milioni entro la fine del 2026.
Otto medici esperti intervistati da Ars Technica hanno apprezzato lo strumento per l'alleggerimento del carico di lavoro. Alcuni ricercatori, però, sollevano dubbi sull'accuratezza delle risposte, in un contesto in cui i medici diventano sempre più dipendenti da un sistema che influenza le terapie. Nel frattempo si affacciano concorrenti: grandi aziende di IA come OpenAI e Anthropic stanno entrando nel settore, e il gruppo olandese Wolters Kluwer ha lanciato nell'ottobre 2025 una versione con IA del suo software UpToDate, quasi due anni dopo l'arrivo di OpenEvidence.
Perché conta
Il caso mostra come l'intelligenza artificiale stia entrando nelle decisioni cliniche quotidiane prima che esistano regole chiare sulla verifica delle risposte. La combinazione tra consigli medici e finanziamento pubblicitario solleva inoltre una questione di trasparenza su quali contenuti il medico vede accanto alla risposta.
Anche in Italia molti professionisti consultano già strumenti conversazionali per aggiornarsi. La discussione americana anticipa un tema che riguarderà presto anche i pazienti europei: chi risponde se una terapia si basa su un'indicazione sbagliata suggerita da un software.


