Edizione del mattino · 20 ottobre 2026

Un hacker viola oltre 100 siti con un esercito di agenti IA

Un singolo hacker è riuscito a violare più di cento siti web usando un esercito di agenti di intelligenza artificiale che hanno operato quasi senza supervisione umana. La scoperta è della società di sicurezza Norforge, ripresa da The Verge.

John Deere
Immagine: dwhartwig / Wikimedia Commons, CC BY 2.0

Come è avvenuto l'attacco

Gli agenti IA sono programmi basati su modelli di intelligenza artificiale capaci di eseguire una sequenza di azioni per raggiungere un obiettivo, senza che una persona debba guidare ogni singolo passaggio. In questo caso l'attaccante ha impostato soltanto un punto di partenza e uno di arrivo, lasciando poi che il software si muovesse da solo documentando i progressi.

I ricercatori di Norforge hanno individuato le operazioni analizzando istanze lasciate esposte di Cairn, una piattaforma open source che si definisce un motore generalista per la risoluzione di problemi. Secondo Norforge, lo stesso strumento può essere usato per orchestrare attacchi informatici. In totale sono state trovate più di venti istanze di Cairn considerate probabilmente malevole.

Secondo quanto riportato da Reuters, l'attaccante più attivo ha colpito aziende negli Stati Uniti, in Canada, in Australia e in Giappone, definendo le proprie tattiche di intrusione preferite in meno di cento caratteri cinesi; le violazioni riuscite richiedevano circa 23 ore.

Le reazioni delle aziende coinvolte

Reuters indica tra le vittime John Deere, produttore di macchine agricole, SharkNinja, noto per gli elettrodomestici, e Cummins, specializzata in motori. Un portavoce di Cummins ha dichiarato a The Verge che l'azienda sta verificando la segnalazione di un possibile attacco a un sito gestito da un fornitore esterno. John Deere ha detto a Reuters che non ci sono indicazioni di accessi a informazioni sensibili, mentre SharkNinja ha spiegato che la violazione ha riguardato un sito isolato con informazioni di supporto ai prodotti e che la minaccia è stata contenuta.

Norforge afferma di stare lavorando per far rimuovere le istanze malevole. Il creatore di Cairn, che si firma @le1xia0, ha ribadito che la piattaforma non è mai stata uno strumento di hacking e che l'uso improprio è una scelta umana, non una funzione del motore.

Perché conta

È uno dei primi casi documentati in cui un attacco su larga scala viene condotto in gran parte da software autonomo: non serve più una squadra di esperti, basta una persona con gli strumenti giusti. Questo abbassa la soglia di competenze necessarie per colpire bersagli anche grandi, moltiplicando il numero di potenziali attaccanti.

Per le aziende italiane, spesso collegate a fornitori e piattaforme internazionali, il punto critico emerso dalla vicenda è proprio la catena di terze parti: un sito secondario o un servizio esterno può diventare la porta d'ingresso. La velocità degli attacchi automatizzati riduce inoltre i tempi di reazione disponibili.

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