Fincantieri porta un robot umanoide saldatore nei cantieri navali
Fincantieri svilupperà un robot umanoide saldatore da impiegare nei cantieri navali, insieme alla deep-tech italiana Generative Bionics. I primi test sul campo sono previsti entro la fine del 2026 nello stabilimento di Sestri Ponente, a Genova.

- Fincantieri sviluppa con Generative Bionics un robot umanoide saldatore.
- I test partono entro fine 2026 nello stabilimento di Sestri Ponente.
- Visione artificiale per controllare il cordone di saldatura in tempo reale.
Un robot che lavora accanto agli operai
Il progetto rientra nel programma Boost - The Shipyard of the future, con cui Fincantieri sta ripensando i propri stabilimenti. L'unità sarà dotata di moduli di intelligenza artificiale, capacità avanzate di manipolazione e sistemi di visione artificiale, cioè telecamere e software che analizzano le immagini, per controllare in tempo reale il cordone di saldatura, ovvero il tratto di metallo fuso che unisce due pezzi. La locomozione è pensata per muoversi in spazi industriali complessi e stretti, come quelli di una nave in costruzione.
L'obiettivo dichiarato è rispondere alla crescente complessità dei manufatti navali e alla carenza strutturale di manodopera specializzata. L'amministratore delegato Pierroberto Folgiero ha spiegato che l'adozione di robot umanoidi non punta a sostituire l'elemento umano, ma ad affiancarlo nelle mansioni più gravose, ripetitive e rischiose, aumentando sicurezza e qualità delle lavorazioni. Per Folgiero la prossima frontiera della competitività industriale è portare l'intelligenza artificiale nel mondo fisico, integrandola con la robotica e con le competenze della manifattura.
La fabbrica digitale dietro il robot
Il robot è solo un tassello di una trasformazione più ampia, quella che viene definita Physical AI: l'intelligenza artificiale che esce dal software ed entra nei processi produttivi. Fincantieri collega in tempo reale la progettazione tridimensionale e la pianificazione digitale della produzione con il Fincantieri Digital Ecosystem e con le navi in rete.
Al centro c'è il Digital Twin, il gemello digitale dello stabilimento e del prodotto: una copia virtuale aggiornata con i dati reali, affiancata da algoritmi proprietari, cobot (robot collaborativi pensati per lavorare vicino alle persone) e stampa 3D. È l'approccio del programma Operations Excellence, attivo in vari stabilimenti del gruppo, tra cui il cantiere di Ancona, che si estende su 360mila metri quadrati e dove automazione, realtà aumentata e intelligenza artificiale ottimizzano la costruzione dello scafo e l'allestimento.
Perché conta
La cantieristica navale è uno dei settori industriali in cui l'Italia è più forte, ma soffre la difficoltà di trovare saldatori e tecnici specializzati. Un umanoide che lavora fianco a fianco con gli operai è un test concreto su quanto la robotica avanzata possa davvero reggere ambienti difficili, molto diversi dalle linee di montaggio standardizzate.
Il calendario è ravvicinato: entro fine 2026 si capirà se la tecnologia funziona sul campo o resta una dimostrazione. Dall'esito dipende anche la credibilità della promessa di affiancare i lavoratori invece di rimpiazzarli.


