OpenAI accusa un ex dipendente: cento file riservati portati ad Apple
OpenAI accusa un suo ex dipendente di aver portato con sé più di cento file riservati sui piani di prodotto prima di passare ad Apple, e di averli poi illustrati ai dirigenti dell'azienda di Cupertino. L'accusa è contenuta in un documento depositato mercoledì e riportato per primo da Reuters.

- OpenAI sostiene che un ex dipendente abbia sottratto oltre cento file riservati.
- Tra i materiali ci sarebbero immagini di un dispositivo mai annunciato e dati sui fornitori.
- Apple, a sua volta, accusa OpenAI di spiare i suoi prototipi hardware.
Che cosa sostiene OpenAI
Secondo il documento, ripreso da The Verge, il dipendente, di cui non viene fatto il nome, avrebbe inviato i file a un account personale per poi presentarli alla dirigenza Apple, incluso il vicepresidente responsabile delle operazioni in Asia. Tra i materiali ci sarebbero immagini di almeno un dispositivo mai annunciato, informazioni sui fornitori, dati di ingegneria, file di progetto, standard per le finiture estetiche e documenti sul rivestimento e la sigillatura dei componenti hardware.
OpenAI collega inoltre quella presentazione, che a suo dire sarebbe avvenuta mesi fa, al nuovo display intelligente HomeView e agli altri dispositivi annunciati da Apple nei giorni scorsi: con quelle informazioni, sostiene, Apple starebbe accelerando la propria spinta sui prodotti basati sull'intelligenza artificiale. The Verge osserva però che i piani di prodotto di Apple seguono tempi lunghissimi e che il display intelligente circola nei rumor da anni. Apple non ha risposto immediatamente alla richiesta di commento.
Una causa a due direzioni
Il deposito si inserisce in una disputa legale già aperta tra Apple e OpenAI sui segreti industriali, ma stavolta a muovere l'accusa è OpenAI. Sul fronte opposto, Apple contesta a OpenAI di aver sottratto documenti riservati e di aver spiato prototipi hardware per costruire i propri prodotti. Per segreto industriale si intende un'informazione aziendale non pubblica che dà un vantaggio competitivo e che la legge tutela se l'azienda la protegge adeguatamente.
OpenAI afferma di essere molto preoccupata dal fatto che le sue informazioni riservate stiano ora circolando dentro Apple, dove gli ingegneri potrebbero modellarci sopra i prodotti futuri.
Perché conta
La vicenda mostra quanto il confine tra alleanza e rivalità sia diventato sottile: Apple e OpenAI collaborano sui prodotti di consumo e allo stesso tempo si accusano a vicenda di spionaggio industriale. In gioco c'è la prossima generazione di dispositivi con l'IA integrata, cioè gli oggetti che potrebbero finire nelle case di tutti, Italia compresa, nei prossimi anni.
Il caso riguarda anche la mobilità del personale: nel settore dell'intelligenza artificiale gli ingegneri cambiano azienda di continuo, e con loro si spostano conoscenze che i datori di lavoro considerano proprietà esclusiva. Per ora si tratta di accuse presentate in sede legale, non di fatti accertati.


