Flock, microfoni in strada: il CEO dice una cosa, il sito un'altra
Sul palco di TechCrunch Disrupt, a San Francisco, l'amministratore delegato dell'azienda di sorveglianza Flock Safety, Garrett Langley, ha sostenuto che i microfoni installati dalla sua società rilevano solo spari. Il sito dell'azienda descrive però capacità più ampie.

- Il CEO di Flock Safety afferma che i microfoni rilevano solo spari.
- Il sito dell'azienda cita anche incidenti, fuochi d'artificio e raduni di auto.
- Fuori dall'evento di San Francisco c'erano manifestanti contro la sorveglianza di massa.
Le due versioni
Flock Safety vende un prodotto chiamato Gunshot Detection, pensato per riconoscere colpi d'arma da fuoco nei quartieri e segnalarli in anticipo alle autorità. Intervistato dalla direttrice di TechCrunch Connie Loizos, Langley ha ripetuto che il sistema ascolta solo gli spari e ha accusato i critici di fraintendere il funzionamento della tecnologia.
Il sito aziendale, riporta TechCrunch, afferma invece che i sistemi audio possono individuare subito gli spari ma anche segnalare incidenti stradali gravi in tempo reale, fuochi d'artificio e i cosiddetti raduni non autorizzati di auto. Una sezione di domande frequenti aggiunge che la libreria di riconoscimento viene continuamente ampliata in base alle esigenze dei clienti. Un portavoce, Paris Lewbel, ha precisato che la tecnologia è usata soprattutto per gli spari ma è in grado di rilevare anche fuochi d'artificio, raduni e possibili incidenti, e che le parole del CEO volevano sottolineare che il sistema non monitora le conversazioni né analizza il parlato.
Quando la funzione fu annunciata l'anno scorso, Flock parlava di rilevare urla. Dopo le proteste dei gruppi per la privacy l'azienda cambiò la dicitura in suoni di sofferenza umana, per poi ritirare del tutto quella capacità dai clienti che la stavano provando.
Un settore sotto pressione
Langley ha detto che il numero di microfoni installati è paragonabile a quello di ShotSpotter, che nel 2024 ne contava circa 25.000 secondo Wired. L'azienda, nota anche per i lettori automatici di targhe, è finita nel mirino di associazioni come l'ACLU e di cittadini preoccupati da possibili abusi, al punto che alcune telecamere sono state distrutte. Mentre Langley parlava, fuori dalla sede dell'evento c'erano manifestanti contrari alla sorveglianza di massa.
Perché conta
Il caso mostra quanto sia difficile verificare cosa ascolta davvero un sistema di sorveglianza diffuso nello spazio pubblico: le dichiarazioni dei vertici e i materiali commerciali possono non coincidere, e il cittadino non ha modo di controllare.
È un tema che riguarda anche l'Italia e l'Europa, dove telecamere intelligenti e sensori urbani si stanno diffondendo e dove il trattamento di dati raccolti in strada ricade sotto regole stringenti in materia di privacy.


