Edizione del pomeriggio · 14 ottobre 2026

Foto generata dall'IA di Mia Goth virale su Instagram dopo il divorzio

Dopo la notizia del divorzio tra l'attrice Mia Goth e Shia LaBeouf, una foto della protagonista è diventata virale su Instagram e poi su altre piattaforme. L'immagine era generata con l'intelligenza artificiale e pubblicata da un account fan che esibiva la spunta blu di verifica.

Mia Goth
Immagine: LucaFazPhoto / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Come si è diffusa l'immagine falsa

Il post, pubblicato dal profilo miagoth_, mostrava l'attrice con una maglietta con una scritta che alludeva all'ex compagno, accompagnata da un brano di Beyoncé. Ha raccolto centinaia di migliaia di like, anche da persone del settore dell'intrattenimento, e testate come OK! e People lo hanno ripreso come se fosse autentico. Gli screenshot hanno poi circolato su altri social.

I rappresentanti dell'attrice, interpellati da The Verge, hanno chiarito che Mia Goth non possiede né usa alcun profilo social e che erano state presentate più segnalazioni a Instagram per chiedere la rimozione dell'account, che continuava a pubblicare immagini contraffatte generate con l'intelligenza artificiale. Secondo la portavoce Christine Tripicchio è sconcertante che un profilo di questo tipo possa ottenere la spunta blu ed è incomprensibile che la piattaforma dia di fatto priorità alla diffusione di immagini manipolate rispetto alla tutela dell'immagine di una persona pubblica.

Un portavoce di Meta ha poi comunicato che l'account è stato rimosso per impersonificazione di una figura pubblica.

Spunta blu e regole sui contenuti sintetici

La pagina era indicata come gestita da fan e aveva oltre un milione di follower, ma la spunta blu ha probabilmente generato confusione: per anni ha significato autenticità, mentre da qualche tempo Meta la vende come abbonamento, così anche profili non gestiti dalla persona ritratta possono ottenerla.

Meta non vieta i contenuti generati dall'intelligenza artificiale che raffigurano persone reali: punta invece sulle etichette. I video fotorealistici possono richiedere un'etichetta, ma le regole prevedono un'eccezione per le immagini fisse. Secondo The Verge, contenuti sintetici con personaggi reali accumulano regolarmente milioni di visualizzazioni e i dirigenti dell'azienda hanno indicato questo tipo di materiale come centrale nel futuro delle piattaforme.

Perché conta

Il caso mostra quanto sia facile che un'immagine falsa passi dai social alle testate giornalistiche, con la spunta blu usata come garanzia di autenticità che non è più.

Il problema non riguarda solo le celebrità: le stesse tecniche possono colpire chiunque, e in Italia la tutela dell'immagine e della reputazione passa oggi da piattaforme che applicano regole proprie. Non è la prima protesta del mondo dello spettacolo: nel 2024 Scarlett Johansson accusò OpenAI di aver usato una voce simile alla sua per ChatGPT dopo il suo rifiuto, e Taylor Swift citò le immagini artificiali che la ritraevano come motivo per prendere posizione contro la disinformazione.

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