Droni ucraini contro i data center di Yandex: servizi russi in tilt
Tre dei più grandi data center del colosso tecnologico russo Yandex sono stati messi fuori uso da attacchi di droni ucraini nel giro di pochi giorni. Secondo Ars Technica, i servizi digitali russi stanno subendo disservizi diffusi.

- Droni ucraini hanno messo fuori uso tre grandi data center di Yandex in pochi giorni.
- Colpito anche l'impianto che ospita due supercomputer usati per addestrare YandexGPT.
- La Russia aveva iniziato a fine settembre attaccando data center e reti mobili ucraine.
Cosa è successo
Yandex è spesso descritta come la Google russa: gestisce motore di ricerca, mappe, servizi di trasporto e pagamenti, oltre al proprio modello di intelligenza artificiale YandexGPT. I suoi data center, cioè i capannoni pieni di server che fanno funzionare i servizi online, sono finiti nel mirino dei droni ucraini.
Il primo attacco, l'8 ottobre, ha danneggiato un impianto nella regione di Sasovo, a sudest di Mosca. Lì si trovano due dei tre supercomputer usati da Yandex per addestrare YandexGPT: Chervonenkis, con una potenza di 29,42 petaflop e centounesimo nella classifica Top 500 dei supercomputer mondiali, e Lyapunov, 20,03 petaflop e centosessantunesimo. Entrambi si basano su chip grafici Nvidia A100, gli acceleratori usati per l'addestramento dei modelli di IA. Non è subito stato chiaro quanti danni abbiano effettivamente subito le macchine.
La guerra dei data center
Secondo la ricostruzione di Ars Technica, è stata la Russia ad aprire questo fronte: a fine settembre ha lanciato una campagna di attacchi con droni contro data center e reti di telefonia mobile ucraine, lasciando temporaneamente senza internet o telefono fino a centomila famiglie a Kiev. Gli attacchi rientravano in una campagna più ampia che ha colpito anche rete elettrica, nodi di trasporto e palazzi residenziali.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha definito i colpi contro Yandex una risposta simmetrica. Blogger vicini al Cremlino, citati da Ars Technica attraverso le traduzioni del ricercatore indipendente noto con lo pseudonimo ChrisO_wiki, avvertono che l'economia digitale russa, molto centralizzata, rischia il collasso in una guerra di questo tipo, mentre i servizi ucraini, più decentralizzati, potrebbero reggere meglio.
Perché conta
La vicenda mostra che i data center sono diventati infrastruttura critica quanto centrali elettriche e ponti: colpirli significa fermare pagamenti, trasporti, comunicazioni e anche l'addestramento dei modelli di intelligenza artificiale di un Paese.
È un tema che riguarda anche l'Europa e l'Italia, dove la corsa all'IA sta moltiplicando gli investimenti in nuovi centri di calcolo. La lezione che emerge da questo scambio di colpi è che concentrare tutto in pochi grandi impianti rende un sistema più efficiente ma anche più fragile, mentre una rete distribuita resiste meglio agli shock.


