A Brera occhiali con IA che descrivono i quadri a ciechi e ipovedenti
La Pinacoteca di Brera, a Milano, mette a disposizione su prenotazione dieci paia di occhiali intelligenti di Meta ed EssilorLuxottica per i visitatori ciechi e ipovedenti. L'intelligenza artificiale riconosce l'opera inquadrata e ne avvia la descrizione a voce.

- Dieci paia di occhiali Meta disponibili su prenotazione alla Pinacoteca di Brera.
- L'IA riconosce l'opera e legge descrizioni realizzate da Brera e dall'Associazione Nazionale Subvedenti.
- In Italia circa un milione di persone sono cieche o ipovedenti.
Come funziona la visita
Gli occhiali si indossano come un normale paio da vista e hanno una fotocamera frontale. Quando la persona gira la testa verso un dipinto, il sistema riconosce l'immagine e avvia la descrizione audio corrispondente. È possibile anche dialogare a voce con l'assistente per avere ulteriori informazioni, oppure collegarsi con Be My Eyes, organizzazione che mette in contatto chi non vede con milioni di volontari vedenti in tutto il mondo.
I contenuti non sono inventati dalla macchina: provengono dalle descrizioni delle opere, dalle schede di storia dell'arte e dalle biografie degli artisti realizzate da Brera e dall'Associazione Nazionale Subvedenti con il metodo Descrivedendo.
Il progetto è una sperimentazione di Meta, Pinacoteca di Brera ed EssilorLuxottica, in collaborazione con l'Associazione Nazionale Subvedenti, l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e la Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano. Si parte con dieci dispositivi prenotabili via email al servizio educazione del museo.
Mani libere, non un gadget
Maxine Williams, responsabile globale Accessibility and Engagement di Meta, ha spiegato al Sole 24 Ore che il valore sta nella combinazione tra hardware e software: prima a Brera le stesse informazioni erano disponibili con telefono e cuffie, seguendo però un percorso prestabilito, mentre ora la descrizione segue il ritmo e le scelte del visitatore.
Williams insiste sul tema delle mani libere: chi è cieco o ipovedente spesso ha una mano occupata dal bastone o dal cane guida, e non doverne usare una per reggere un dispositivo cambia in modo concreto l'esperienza. Per chi non vede, afferma, non è un gadget ma indipendenza.
Perché conta
In Italia circa un milione di persone sono cieche o ipovedenti, mentre le limitazioni visive moderate o gravi riguardano complessivamente il 18,6% della popolazione. L'accesso autonomo ai musei, senza dipendere da un accompagnatore, è una questione di diritti oltre che di tecnologia.
Il progetto è anche un banco di prova per gli occhiali intelligenti, finora presentati soprattutto come prodotti di consumo. Qui l'intelligenza artificiale non sostituisce il lavoro degli esperti del museo ma lo veicola, e il modello potrebbe essere replicato in altri luoghi della cultura italiani.


