Character.AI dichiara bancarotta, Disney offre 20 milioni per la tecnologia
Character.AI, la piattaforma che permette di creare personaggi artificiali e conversarci, ha chiesto la protezione dalla bancarotta negli Stati Uniti dopo una serie di cause legali. Disney ha offerto 20 milioni di dollari per parte della sua tecnologia.
- Character.AI ha chiesto il Chapter 11 dopo cause legali e pressioni normative.
- Disney offre 20 milioni di dollari per una licenza perpetua non esclusiva.
- Senza un'offerta valida la piattaforma verrà chiusa.
Dalla crescita rapida al tribunale
Fondata alla fine del 2021 da due ex ingegneri di Google, Noam Shazeer, coautore dell'articolo che ha introdotto l'architettura Transformer alla base dei principali modelli di IA, e Daniel De Freitas, Character.AI era diventata un fenomeno: valutazione da unicorno già nel 2022 e 20 milioni di utenti attivi mensili nell'ottobre 2024, con un tempo d'uso medio altissimo. Nel 2024 Google ha chiuso un accordo da 2,7 miliardi di dollari per licenziare i suoi modelli, riportando a casa i due fondatori.
La svolta negativa è arrivata con le cause legali, tra cui quella intentata dalla madre di un ragazzo di 14 anni della Florida morto suicida dopo essersi, secondo l'accusa, ossessionato con un chatbot della piattaforma. Il Texas ha aperto un'indagine su privacy e sicurezza dei minori. L'azienda ha poi aggiunto funzioni di protezione e vietato l'accesso ai minorenni. Nei documenti depositati dichiara attività e passività comprese tra 50 e 100 milioni di dollari. L'amministratore delegato Colin Adams ha spiegato che la vendita sotto controllo del tribunale è l'opzione migliore per i portatori di interesse; la piattaforma resta attiva durante la procedura, ma se non arriverà un'offerta concreta verrà chiusa.
Il ruolo di Disney
Disney è disposta a pagare 20 milioni di dollari per una licenza perpetua non esclusiva su parte della proprietà intellettuale di Character Technologies. È un cambio di rotta notevole: nel settembre 2025, come riportato da Axios, il gruppo aveva inviato una diffida accusando la piattaforma di sfruttare i suoi personaggi in modo dannoso per il marchio e, in alcuni casi, pericoloso per i bambini. La vicenda si era chiusa con la rimozione dei personaggi Disney dal servizio. Nel frattempo Disney ha assunto l'ex amministratore delegato di Character.AI, Karandeep Anand, come primo direttore tecnologico; ex dipendenti passati a Disney gestiranno la transizione. Secondo Ars Technica, Disney non ha risposto alla domanda se intenda usare questa tecnologia in prodotti per bambini.
Perché conta
Il caso mostra quanto sia difficile rendere sostenibili i prodotti di IA rivolti al grande pubblico: più la gente li usa, più salgono i costi di calcolo, e con essi la pressione a monetizzare. Mostra anche che il rischio legale legato ai minori può diventare decisivo per la sopravvivenza di un'azienda. Per gli utenti italiani, molti dei quali adolescenti, significa che un servizio molto usato potrebbe sparire entro poche settimane se non emergerà un compratore.


