Edizione della sera · 13 ottobre 2026

Amazon supera il milione di robot nei magazzini

Nessuna organizzazione al mondo utilizza più robot di Amazon: oltre un milione lavorano nei suoi magazzini, mentre i dipendenti restano più di 1,5 milioni. I ricercatori avvertono che la convivenza tra persone e macchine non è priva di effetti collaterali.

Una flotta cresciuta in dieci anni

La svolta risale al 2012, quando Amazon acquistò Kiva Systems, tra le prime aziende a costruire robot su ruote capaci di portare interi scaffali di merce agli addetti, invece di costringerli a camminare per i magazzini. Kiva è poi diventata Amazon Robotics e produce i suoi mezzi soprattutto in Massachusetts; quest'anno l'azienda ha annunciato nuovi stabilimenti ad Austin, in Texas, e a Greenwood, in Indiana.

La maggior parte della flotta è ancora composta da robot mobili su ruote, affiancati da bracci robotici. Secondo il rapporto annuale 2025 citato da Ars Technica, Amazon resta il secondo datore di lavoro privato al mondo con oltre 1,5 milioni di dipendenti a tempo pieno e parziale. I dirigenti sostengono che i robot abbiano alleggerito il carico umano, prendendo in carico le mansioni più faticose e rischiose.

Chi detta il ritmo

Sindacati e ricercatori indipendenti leggono i dati in modo meno ottimista. Brian Greenwood, docente di economia aziendale alla George Mason University, spiega ad Ars Technica che per un secolo l'automazione ha tolto compiti pericolosi alle persone tenendo le macchine lontane da loro. I robot collaborativi cambiano la situazione per due motivi: lavorano fisicamente accanto agli addetti e hanno la capacità di dettare il ritmo del lavoro.

Il contesto è già pesante: secondo l'agenzia statunitense per la sicurezza sul lavoro OSHA, il tasso di infortuni e malattie nel settore della logistica negli Stati Uniti è storicamente più del doppio della media di tutti i comparti. Greenwood ricorda che nel settore lavorano quasi 2 milioni di persone, con alto turnover. I robot, però, restano lontani dal saper fare tutto ciò che fa una persona, e per questo la forza lavoro umana resta enorme.

Perché conta

Amazon è il laboratorio su scala mondiale di come l'IA applicata alla robotica entra nei luoghi di lavoro reali, non solo negli uffici. Il punto sollevato dai ricercatori non è la sostituzione immediata dei lavoratori, ma il cambiamento del modo in cui si lavora: quando è la macchina a stabilire il ritmo, la fatica si sposta invece di sparire.

È una questione che riguarda anche l'Italia, dove la logistica dell'e-commerce impiega decine di migliaia di persone e dove l'automazione dei magazzini segue le stesse logiche di velocità di consegna.

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