Edizione del mattino · 9 ottobre 2026

Canada, sedicenne soccorso in elicottero dopo un percorso pianificato con l'IA

Un sedicenne canadese è stato recuperato in elicottero da una parete rocciosa della Crown Mountain, vicino a Vancouver, dopo aver pianificato la salita con l'aiuto di un chatbot. I soccorritori ricordano che l'intelligenza artificiale non conosce il terreno reale.

Anthropic
Immagine: HaeB / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Il salvataggio

Bryce Vincent Gowryluk, 16 anni, cercava una via nuova per raggiungere la vetta e si è affidato a Claude, il chatbot sviluppato dall'azienda statunitense Anthropic. Secondo il New York Times, ripreso da The Decoder, si è ritrovato sulla Widowmaker Arete, un tratto ripido che richiede attrezzatura da arrampicata, molto oltre le condizioni di una semplice escursione.

Bloccato su una cengia larga circa un metto e mezzo, il ragazzo ha chiamato la polizia, che ha allertato la squadra di volontari del North Shore Rescue. I soccorritori hanno localizzato il telefono, inviato un elicottero e calato due membri della squadra sopra la sua posizione. Uno di loro è sceso in corda doppia fino al ragazzo e lo ha accompagnato in un punto da cui l'elicottero ha potuto issarlo con il verricello.

Le reazioni

Bryce ha detto di non attribuire la colpa a Claude e di assumersi la responsabilità di quanto accaduto, precisando di aver usato nella pianificazione anche Google Maps e AllTrails, un'applicazione dedicata ai sentieri. Ha aggiunto che continuerà ad arrampicare, ma che non userà più l'IA per scegliere un percorso.

Paul Markey, responsabile dei soccorsi, ha spiegato che il chatbot non possiede una conoscenza reale dei luoghi e della conformazione del terreno, e che nessun sistema di intelligenza artificiale può sostituire l'esperienza e il buon senso in montagna. Anthropic non ha risposto alla richiesta di commento.

Perché conta

I chatbot generano risposte plausibili a partire dai testi su cui sono stati addestrati, non da rilievi aggiornati del terreno: possono quindi descrivere con sicurezza un itinerario che nella realtà è una parete verticale. È il limite di fondo di questi strumenti quando vengono usati per decisioni che mettono a rischio l'incolumità fisica.

Il tema riguarda da vicino anche l'Italia, dove ogni anno il Soccorso Alpino interviene su escursionisti mal equipaggiati o fuori sentiero. Affidare a un chatbot la scelta di un itinerario, senza verificare su cartografia affidabile e senza valutare le proprie capacità, aggiunge un rischio nuovo a un'attività già esposta agli imprevisti.

La domanda di questa edizione
E voi vi fidereste di un'intelligenza artificiale per pianificare un'escursione in montagna?
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