ChatGPT introduce annunci con immagini durante la generazione
OpenAI amplia la pubblicità dentro ChatGPT: entro la fine del mese, negli Stati Uniti, compariranno annunci con immagini mentre il chatbot sta generando una figura richiesta dall'utente. L'azienda assicura che gli annunci restano separati dal risultato e non condizionano le risposte.

- Gli annunci con immagini arrivano negli Stati Uniti entro il mese, durante la generazione di immagini.
- Non compaiono per chi ha un abbonamento Plus, Pro o Enterprise.
- La pubblicità vale già un miliardo di dollari annualizzati; l'obiettivo è 100 miliardi entro il 2030.
Come funzionano i nuovi annunci
Fino a oggi la pubblicità in ChatGPT si limitava a una sezione contrassegnata come sponsorizzata sotto la conversazione, con nome dell'azienda, logo e link. Il nuovo formato, descritto da The Verge, TechCrunch e The Decoder, riempie invece la schermata di attesa della generazione di immagini con caroselli di prodotti, pensati per mostrarli in uso o le esperienze a cui sono legati. I messaggi sono etichettati come pubblicità e il test parte con un gruppo iniziale di inserzionisti.
OpenAI dice di avere dei limiti automatici per evitare che gli annunci compaiano in conversazioni delicate o emotivamente vulnerabili, e sta avviando programmi pilota con DoubleVerify e Integral Ad Science per valutare l'ambiente pubblicitario senza accedere alle conversazioni reali. Alcuni inserzionisti potranno indicare parole chiave da escludere. L'azienda ha anche ampliato gli strumenti di misurazione con partner come AppsFlyer, Adjust e Branch, e sta testando con Haus, Measured e WorkMagic esperimenti su base geografica per stimare l'effetto reale degli annunci.
Un business da un miliardo di dollari l'anno
Chi paga un abbonamento Plus, Pro o Enterprise non vedrà gli annunci. Gli altri sì: secondo OpenAI ChatGPT raggiunge 1,2 miliardi di persone a settimana, mentre all'inizio dell'anno solo il 5 per cento circa degli utenti pagava. La pubblicità, introdotta a febbraio e oggi presente in oltre 40 Paesi, ha già raggiunto un giro d'affari annualizzato di un miliardo di dollari, e l'obiettivo dichiarato è arrivare a 100 miliardi entro il 2030.
TechCrunch osserva che l'inserimento di questi annunci potrebbe disturbare l'esperienza d'uso, ma che proprio questo potrebbe spingere gli utenti occasionali verso l'abbonamento. La mossa arriva inoltre dopo il lancio di Muse di Meta, applicazione di intelligenza artificiale gratuita che compete con i principali chatbot.
Perché la notizia conta
È il passaggio di ChatGPT da servizio in abbonamento a prodotto pubblicitario di massa, lo stesso modello che ha plasmato i motori di ricerca e i social. Per ora il test riguarda solo gli Stati Uniti, ma gli annunci sono già attivi in più di 40 Paesi e TechCrunch indica un'estensione globale come orizzonte: anche gli utenti italiani, che usano ChatGPT in larga parte nella versione gratuita, potrebbero trovarsi davanti a formati simili. Resta aperta la questione di quanto sia chiara, per chi legge, la linea tra risposta e contenuto a pagamento.

