Edizione della sera · 5 ottobre 2026

AWS dice stop agli accordi di riservatezza sui data center

Amazon Web Services non userà più accordi di riservatezza con le agenzie pubbliche coinvolte nei suoi progetti di data center. Lo ha scritto il CEO di AWS Matt Garman in un post in cui prova a smontare le accuse più diffuse contro questi impianti.

Che cosa ha annunciato Garman

Un NDA, cioè un accordo di non divulgazione, è un contratto che impegna chi lo firma a non rivelare informazioni su un progetto. Nel caso dei data center, i grandi capannoni pieni di server che fanno funzionare servizi online e intelligenza artificiale, questi accordi hanno spesso impedito ad amministratori locali di dire ai cittadini che era in arrivo un impianto nel loro territorio.

In una frase del suo intervento, riportata da TechCrunch, Garman ha scritto che Amazon non usa più accordi di riservatezza con le agenzie governative con cui lavora ai propri progetti. Ha anche ricordato che negli ultimi tre anni l'azienda ha destinato oltre un miliardo di dollari alle comunità statunitensi in cui ha una presenza significativa di data center.

La trasparenza è uno dei nodi centrali della protesta. L'attivista ambientale Erin Brockovich ha raccontato che la lamentela numero uno che riceve riguarda proprio questo: progetti annunciati quando i permessi sono già ottenuti, sviluppatori irreperibili e funzionari locali che avevano firmato un NDA prima che i vicini sapessero qualcosa.

Le quattro accuse che Amazon respinge

Garman ha elencato quattro critiche che considera infondate: consumo d'acqua eccessivo, aumento delle bollette elettriche, inquinamento e assenza di benefici per i territori. Sul primo punto cita un rapporto dell'azienda secondo cui il consumo diretto d'acqua dei data center vale lo 0,5% dell'uso industriale negli Stati Uniti. TechCrunch osserva però che stime di questo tipo non considerano l'acqua usata per produrre elettricità e chip, e che non esistono obblighi federali o statali di rendicontazione.

Sull'energia, Garman sostiene che le tariffe salgono soprattutto dove la rete è vecchia e non è stata potenziata prima dell'arrivo della domanda. Un organismo di vigilanza indipendente ha invece attribuito ai data center la responsabilità principale di un aumento dei prezzi del 76% su base annua sulla più grande rete elettrica americana. Sull'inquinamento, Garman replica che i generatori di emergenza restano fermi il 99,9% del tempo.

Perché conta

La partita non è solo americana: l'espansione dei data center riguarda anche l'Europa e l'Italia, dove nuovi poli di calcolo stanno nascendo attorno a Milano e in altre regioni, con gli stessi interrogativi su acqua, consumi elettrici e informazione ai cittadini.

Il caso mostra inoltre quanto la fiducia sia diventata il vero terreno di scontro. Il CEO di Anthropic Dario Amodei ha definito la reazione contro l'IA una crisi di fiducia, in cui si dà per scontato che governi e aziende tecnologiche stiano preparando l'ennesimo raggiro. Rinunciare agli NDA è un gesto di apertura, ma difficilmente basterà da solo.

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