Accordo sull'AI alla Casa Bianca: quattro regole, nessuna sanzione
È stato reso pubblico il testo integrale dell'accordo sulla sicurezza dell'intelligenza artificiale firmato alla Casa Bianca dai vertici di Google, Anthropic, Meta, OpenAI, xAI e Nvidia. Sono quattro regole sui modelli più avanzati, senza alcuna sanzione per chi non le rispetta.
- L'accordo indica quattro livelli di controllo interni ed esterni sui modelli di frontiera.
- Trump lo definisce moralmente vincolante, ma non ci sono obblighi legali né sanzioni.
- Tre dei firmatari hanno già impegni più stringenti in Europa con l'AI Act.
Che cosa prevede il documento
Il testo, intitolato White House Accord on Super Intelligence con il sottotitolo Joint Commitment on Frontier Responsibilities, è un documento di una pagina firmato martedì 29 settembre al termine di un pranzo tra Donald Trump e circa venti dirigenti del settore tecnologico. Secondo The Verge lo hanno sottoscritto Sundar Pichai per Google, Dario Amodei per Anthropic, Mark Zuckerberg per Meta, Greg Brockman per OpenAI, Elon Musk per xAI e Jensen Huang per Nvidia, oltre allo stesso Trump.
L'accordo riguarda i cosiddetti modelli di frontiera, cioè i sistemi di intelligenza artificiale più avanzati oggi disponibili. Indica quattro passaggi: controlli interni per monitorare capacità e allineamento dei modelli (la coerenza tra il comportamento del sistema e gli obiettivi fissati) su cybersicurezza, rischi biologici e chimici; un gruppo interno che verifichi il funzionamento di quei controlli; un revisore esterno indipendente che svolga valutazioni autonome; un comitato indipendente del consiglio di amministrazione che riceva i rapporti e vigili sulla correzione dei problemi. Le aziende si impegnano inoltre a incontrarsi con regolarità per definire standard e buone pratiche.
Impegni volontari, non obblighi legali
Trump ha descritto l'intesa come «quasi una costituzione» e, alla domanda se fosse vincolante, ha risposto che lo è moralmente. Secondo Ars Technica e The Decoder il documento non ha alcun valore legale e non introduce nuovi obblighi: Anthropic, Google e OpenAI si erano già impegnate ad audit esterni. Zuckerberg lo ha definito un punto di partenza, non una soluzione definitiva.
Wired osserva che il testo non prevede penalità e che resta aperta la questione di chi debba fare il revisore indipendente. L'unico appiglio possibile, secondo la rivista, è la Federal Trade Commission: non mantenere una promessa pubblica può configurare una pratica commerciale ingannevole, ma il rimedio tipico è l'impegno a non ripetere l'affermazione. Nello stesso giorno Trump ha firmato un ordine esecutivo che negli atti federali sostituisce l'espressione Artificial Intelligence con Super Intelligence.
Perché conta
Il confronto con l'Europa è diretto: come nota Agenda Digitale, tre dei firmatari hanno già sottoscritto impegni più dettagliati nel quadro dell'AI Act, il regolamento europeo sull'intelligenza artificiale. Chi usa questi modelli in Italia si muove quindi in un contesto normativo più definito rispetto a quello statunitense, dove per ora la linea è l'autoregolamentazione.
Il documento stesso ammette che nel tempo potrebbe avere senso tradurre questi passaggi in leggi o regolamenti. Nel frattempo, il modo in cui le aziende americane gestiscono i rischi dei modelli più potenti resta affidato alla loro parola.

Fonti
- The Verge: Here’s how tech leaders will self-police AI safety under Trump’s deal
- Agenda Digitale: Le big tech si accordano con Trump: l’AI security è un affare tra potenti
- The Decoder: Trump and tech CEOs sign an AI code of conduct that's only "morally binding"
- Wired: Trump’s AI Safety ‘Accord’ Is a Fancy Pinky-Swear
- Ars Technica: Trump plan to combat AI risks hinges on Big Tech pals policing themselves