Edizione del pomeriggio · 30 settembre 2026

La Casa Bianca lancia America.gov, un chatbot per i servizi pubblici

Donald Trump ha annunciato il lancio di America.gov, un chatbot basato sull'intelligenza artificiale pensato per aiutare i cittadini a trovare servizi e informazioni del governo statunitense. Google ha confermato di essere partner del progetto e che è coinvolto il suo modello Gemini.

Una sola porta d'ingresso

L'obiettivo dichiarato è semplificare la burocrazia. "Invece di costringere i cittadini a cercare in un labirinto infinito di decine di migliaia di siti e regole governative, ora avrete una sola porta d'ingresso per ogni domanda", ha scritto Trump in un messaggio su X, riportato da TechCrunch.

Dietro il servizio c'è Gemini, il modello linguistico di grandi dimensioni di Google: un sistema addestrato su enormi quantità di testo per generare risposte in linguaggio naturale. Non è chiaro se altre aziende di intelligenza artificiale abbiano contribuito al progetto. Il lancio è avvenuto lo stesso giorno in cui Trump ha firmato l'ordine esecutivo che impone alle agenzie federali di usare il termine "Super Intelligence" al posto di "intelligenza artificiale".

Il problema delle allucinazioni

Rendere più accessibili i servizi pubblici è un obiettivo condivisibile, osserva TechCrunch, ma un chatbot è lo strumento giusto? I modelli linguistici restano soggetti alle cosiddette allucinazioni: risposte inventate ma formulate in modo convincente, che l'utente non ha modo immediato di verificare.

TechCrunch cita un caso riportato di recente da CNN: l'esercito statunitense sarebbe stato a un passo dall'avviare un'operazione armata contro una nave cinese ritenuta carica di componenti per armi nucleari, missione annullata all'ultimo momento quando è emerso che la presunta minaccia era frutto di un'allucinazione di un sistema di intelligenza artificiale.

Nel caso di America.gov le conseguenze non sarebbero così estreme, ma restano serie: chi usa il chatbot potrebbe chiedere come ottenere buoni alimentari, rinnovare un visto o presentare la dichiarazione dei redditi. Un'informazione sbagliata può tradursi in una scadenza mancata, un beneficio negato o una sanzione.

Perché conta

È uno dei primi casi in cui un governo nazionale mette un chatbot generativo in prima linea tra i cittadini e i servizi pubblici. L'esperimento americano diventerà quindi un metro di paragone per tutte le amministrazioni che stanno valutando operazioni simili, Italia compresa, dove la navigazione tra portali, SPID, scadenze fiscali e pratiche INPS è un problema altrettanto sentito.

La domanda aperta è la stessa ovunque: chi risponde quando è la macchina a sbagliare, e quali garanzie ha il cittadino che riceve un'informazione errata da un canale ufficiale.

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