DeepSeek al 73% negli attacchi simulati, e costa molto meno
Nei test condotti dalla società Vals, il modello cinese a pesi aperti DeepSeek ha completato in media il 73% degli obiettivi assegnati in scenari di intrusione simulata, contro l'81% di Daybreak, il modello cyber più avanzato di OpenAI, disponibile solo a partner selezionati. In alcuni compiti i due hanno ottenuto lo stesso punteggio.
- DeepSeek completa il 73% degli obiettivi, Daybreak di OpenAI l'81%.
- Un attacco costa 2-3 dollari con DeepSeek contro 17-46 con GPT-6-Sol.
- Il basso costo dei modelli aperti conviene anche a chi difende le reti.
Otto punti di differenza
Daybreak è il modello più capace emerso dai test: ha portato a termine l'81% dei compiti, su una media di due prove. DeepSeek, che chiunque può scaricare e far girare sul proprio hardware, si è fermato poco sotto, al 73%. Un distacco che i ricercatori considerano ridotto, tanto più che su alcune attività specifiche i due modelli si sono equivalsi.
Daybreak non è un prodotto aperto al pubblico: OpenAI lo rende accessibile solo attraverso programmi di accesso riservato a partner considerati affidabili. Wired scrive che OpenAI non ha risposto subito a una richiesta di commento.
Il divario di prezzo
La differenza più marcata riguarda i costi. Secondo Vals, portare a termine un attacco simulato con GPT-6-Sol costa tra 17 e 46 dollari in token, cioè nelle unità di testo che i modelli commerciali fanno pagare a consumo. Con DeepSeek si scende a 2 o 3 dollari.
Il motivo è strutturale: i modelli aperti possono essere eseguiti sui propri computer, senza pagare un servizio esterno a ogni richiesta. Rayan Krishnan, amministratore delegato di Vals, sottolinea che questo è un forte incentivo anche per chi sta dalla parte della difesa, spingendo verso soluzioni aperte invece che proprietarie.
Perché conta
Un rapporto di costo di quasi dieci a uno cambia la convenienza di usare l'intelligenza artificiale per sondare reti su larga scala, sia per chi attacca sia per chi difende. Per le aziende italiane, spesso piccole e con budget ridotti per la sicurezza informatica, significa che strumenti di analisi automatica delle vulnerabilità diventano economicamente accessibili anche fuori dalle grandi organizzazioni.
Al tempo stesso, come ricorda Wired, l'osservazione del mondo reale mostra che criminali informatici e gruppi legati a Stati tendono a usare modelli più datati e meno potenti, risparmiando risorse. Il divario tra ciò che è tecnicamente possibile e ciò che accade davvero resta quindi ampio.


