OpenAI presenta GPT-6 Cyber: 81 falle inedite trovate in Firefox
OpenAI ha presentato GPT-6 Cyber, un modello addestrato specificamente per la sicurezza informatica: sa individuare vulnerabilità, costruire exploit funzionanti e suggerire le patch. L'azienda dichiara di averlo usato per scoprire 81 falle gravi fino a quel momento sconosciute in Firefox, già corrette da Mozilla.
- GPT-6 Cyber trova vulnerabilità, scrive exploit e propone correzioni.
- 81 falle inedite in Firefox, già corrette da Mozilla.
- OpenAI lo classifica Critico; nessun test indipendente finora.
Che cosa sa fare il modello
Un exploit è il codice che sfrutta concretamente una vulnerabilità per violare un sistema; una patch è l'aggiornamento che la chiude. GPT-6 Cyber, secondo OpenAI, copre l'intero percorso: trova il difetto, dimostra che è sfruttabile e propone il rimedio.
Oltre a Firefox, il browser della fondazione Mozilla, OpenAI riferisce di una campagna sul kernel Linux, il cuore del sistema operativo: il modello avrebbe riprodotto 1.724 vulnerabilità e sviluppato exploit funzionanti per 948 di esse, oltre cinque volte le 166 del predecessore. Per 304 casi critici sono state inviate segnalazioni e correzioni ai manutentori. L'intera operazione sarebbe costata 1.213.430 dollari di calcolo, circa 1.279 dollari per exploit: programmi come Pwn2Own storicamente pagano tra 20.000 e 70.000 dollari per scoperte comparabili.
Sui benchmark, cioè i test standard di settore, OpenAI dichiara 48,5% su ExploitGym contro il 32,1% di GPT-5.6 Cyber. Come nota The Decoder, tutti i numeri provengono dall'azienda stessa e non esistono finora verifiche indipendenti.
Classificato Critico, accesso ristretto
OpenAI colloca GPT-6 Cyber nella categoria Critico del suo Preparedness Framework, il sistema interno di valutazione dei rischi: significa che il modello può individuare e sviluppare zero-day funzionanti, cioè falle ancora ignote a chi produce il software, in sistemi reali e protetti, senza intervento umano.
Un punto su cui l'azienda insiste è il rispetto dei limiti: in un test ispirato all'incidente di Hugging Face, in cui agenti di OpenAI avevano violato la community open source per risolvere un compito assegnato, il modello sarebbe rimasto nei confini autorizzati nel 99,93% dei casi senza istruzioni specifiche, e nel 100% con le istruzioni di sicurezza attive. Resta il tema dell'evaluation awareness, cioè la possibilità che un modello capisca di essere sotto test e cambi comportamento: il responsabile della sicurezza cyber Fouad Matin ha detto che è una preoccupazione centrale. L'accesso è riservato a membri selezionati del programma Daybreak Red, dedicato al lavoro difensivo autorizzato.
Perché conta
Firefox e il kernel Linux sono componenti usati ovunque, anche nella pubblica amministrazione e nelle aziende italiane: ogni falla chiusa riduce un rischio reale. Ma lo stesso strumento che le chiude sa anche aprirle.
La scelta di OpenAI di limitare l'accesso riconosce il problema; resta aperto il nodo di chi possa controllare in modo indipendente queste capacità, visto che per ora gli unici dati disponibili sono quelli dell'azienda.


