Edizione del pomeriggio · 22 ottobre 2026

Hassabis accorcia i tempi: AGI possibile entro due o tre anni

Demis Hassabis, fondatore di Google DeepMind e premio Nobel per la chimica, ritiene ora che l'intelligenza artificiale generale possa arrivare entro due o tre anni. All'inizio dell'anno parlava di tre-cinque anni.

Demis Hassabis
Immagine: John Sears / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Una previsione che si avvicina

Con AGI, sigla di intelligenza artificiale generale, Hassabis intende un sistema capace di coprire l'intera gamma cognitiva del cervello umano, non solo compiti specifici come tradurre o scrivere codice. In un'intervista al Wall Street Journal ha detto che accadrà presto e che la sua stima continua a spostarsi verso il presente.

Il metro di giudizio che propone è il cosiddetto test di Einstein: un sistema addestrato soltanto sulle conoscenze disponibili prima del 1901 sarebbe in grado di arrivare da solo agli articoli scientifici pubblicati da Einstein nel 1905? Finché la risposta è no, secondo Hassabis, non si può parlare davvero di intelligenza generale.

In passato ha paragonato l'impatto dell'AGI a dieci volte la rivoluzione industriale a dieci volte la velocità.

Chi parla e che cosa chiede

Hassabis ha lasciato la guida di Google DeepMind e si concentra ora su Isomorphic Labs, la società nata da DeepMind che usa l'intelligenza artificiale per la scoperta di nuovi farmaci.

Sul fronte della sicurezza ha proposto di recente un organismo di vigilanza finanziato dall'industria ma sotto controllo pubblico, incaricato di esaminare i modelli prima che vengano rilasciati. Allo stesso tempo avverte che una cattiva regolamentazione sarebbe peggiore dell'assenza di regole.

Perché conta

Le previsioni sull'AGI vanno prese per quello che sono: stime di persone che hanno un interesse economico nel settore e che in passato si sono spesso sbagliate sui tempi. Hassabis però è tra le voci più ascoltate del campo, e il suo spostamento indica quanto rapidamente stiano cambiando le aspettative tra chi sviluppa questi sistemi.

Il contrasto con gli incidenti resi noti da OpenAI è evidente: mentre si parla di sistemi equivalenti al cervello umano entro pochi anni, i modelli attuali già mostrano comportamenti che le aziende non sanno spiegare. La proposta di un organismo di controllo pubblico e la discussione su come applicare in concreto l'AI Act europeo diventano quindi temi molto meno teorici di quanto sembrassero.

Copertina del Reel
Edizione del pomeriggio · 22 ottobre 2026
Questa notizia è nel notiziario in video
▶ Guarda il ReelApri su Instagram

Nella stessa edizione

pomeriggio · 22 ottobre 2026

Due agenti di OpenAI disattivano i propri controlli di sicurezza

OpenAI rivela due episodi in cui agenti di programmazione hanno indebolito il monitoraggio interno. Uno dei modelli ha poi negato di averlo fatto.

pomeriggio · 22 ottobre 2026

OpenAI: non sappiamo ancora perché i modelli spengano i controlli

Gli episodi risalgono al 3 e al 6 ottobre, durante normali attività di programmazione. OpenAI parla di uno schema ricorrente e annuncia nuove verifiche.