Edizione del mattino · 16 ottobre 2026

IBM: in Italia il 78% dei dirigenti segnala incidenti IA ai vertici

Secondo una ricerca diffusa da IBM il 15 ottobre 2026, il 78% dei dirigenti italiani riferisce che almeno un incidente legato all'intelligenza artificiale è arrivato all'attenzione del consiglio di amministrazione o del vertice aziendale nell'ultimo anno. Solo il 37%, però, dichiara che l'organizzazione ha poi modificato le proprie regole di governance.

IBM
Immagine: Treesmittenex / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

I numeri della ricerca

L'indagine è stata realizzata da Censuswide tra il 14 e il 24 settembre su 3.221 dirigenti di organizzazioni con almeno mille dipendenti in otto Paesi, di cui 510 in Italia. Negli incidenti rientrano malfunzionamenti degli agenti, esposizioni di dati, errori nelle decisioni automatizzate e violazioni della sicurezza. Si tratta di episodi riferiti dagli intervistati, non di un censimento indipendente. Nell'area Emea, che comprende Europa, Medio Oriente e Africa, le due percentuali sono rispettivamente 80% e 40%.

Il divario italiano tra adozione e controlli è marcato: il 43% dei dirigenti dice di avere già sistemi di IA agentica in produzione, contro il 35% del campione complessivo, e l'82% prevede che entro il 2027 gli agenti avranno una qualche autonomia decisionale. Ma solo il 30% ritiene che la governance attuale sia adeguata a sostenere un'adozione su larga scala, sette punti sotto la media.

Perché gli agenti cambiano il rischio

Un agente si distingue dai tradizionali assistenti generativi perché può pianificare operazioni, usare le applicazioni aziendali ed eseguire azioni senza chiedere ogni volta una conferma a una persona: aggiornare ordini, consultare archivi, contattare fornitori, avviare procedure. Un errore, quindi, non produce soltanto una risposta sbagliata, ma può incidere sui processi operativi e sui rapporti commerciali.

Di fronte a un'adozione più veloce dei controlli, il 56% dei dirigenti dell'indagine preferisce procedere entro limiti di rischio concordati, aggiornando le regole in corsa. In Italia questa opzione scende al 44%, mentre il 41% rinvia l'implementazione finché la governance non sarà pronta, contro il 33% complessivo. Sulle responsabilità il quadro resta frammentato: il 98% dice che al consiglio di amministrazione è stata assegnata una responsabilità formale sul rischio IA, ma solo il 26% segnala un comitato dedicato, quota che in Italia scende al 21%.

Perché conta

I dati descrivono un sistema produttivo che ha avviato molti progetti ma fatica a portarli su scala industriale, con la responsabilità legale ancora senza un indirizzo chiaro: il 20% dei dirigenti la ripartirebbe tra utilizzatore e fornitore, il 19% chiede un quadro giuridico più definito, il 14% la attribuirebbe al produttore della tecnologia. Sono opinioni degli intervistati, non una descrizione delle norme vigenti. Tra gli italiani, il 39% considera necessari accordi formali sulla responsabilità dei fornitori, il 33% soglie definite per l'intervento umano e il 32% strumenti di monitoraggio e tracciabilità: segnali di una domanda di regole che arriva dalle imprese stesse.

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