Amazon rinuncia agli accordi segreti sui data center
Amazon ha annunciato che non userà più accordi di riservatezza nelle trattative con le amministrazioni locali per la costruzione di data center, seguendo una scelta già compiuta da Microsoft.

- Amazon abbandona gli NDA nelle trattative sui data center, dopo Microsoft.
- Per TechCrunch la segretezza alimenta la diffidenza delle comunità locali.
- Crescono le moratorie, ma durano uno o due anni e l'impatto è incerto.
Trattative al buio
Gli NDA, cioè gli accordi di non divulgazione, sono contratti che impegnano le parti a non rendere pubblico il contenuto di una negoziazione. Nel caso dei data center, i grandi centri di calcolo che alimentano i servizi cloud e l'intelligenza artificiale, vengono usati nelle trattative con comuni e contee su terreni, agevolazioni fiscali e forniture di energia.
L'annuncio di Amazon, come racconta TechCrunch nel podcast Equity, era inserito in un post sul blog aziendale dedicato soprattutto a sostenere che i data center fanno bene alle comunità locali. Secondo il giornalista Sean O'Kane, proprio la segretezza è all'origine di molti problemi del settore: i progetti si negoziano di fatto al buio e spesso i cittadini non sanno nemmeno chi userà l'impianto. O'Kane ricorda un precedente degli anni Dieci, quando Uber negoziava sussidi con le amministrazioni locali in segreto, prendendo confidenza a chiedere sempre di più.
Secondo O'Kane, l'industria comunica male se stessa ed è costantemente frustrata dal fatto che molte persone non riescano a immaginare in che modo questa tecnologia possa essere utile per loro.
Le moratorie
Intanto cresce il numero di amministrazioni che approvano moratorie, cioè sospensioni temporanee delle nuove autorizzazioni. Una è stata adottata di recente perfino a San Francisco, cosa che TechCrunch definisce piuttosto ironica vista la città.
La giornalista Rebecca Bellan si dice però scettica sull'impatto reale: molte moratorie durano uno o due anni, mentre i data center entrano in funzione solo tra due, tre, quattro o cinque anni, con ritardi dovuti a urbanistica e finanziamenti. Se la contestazione continuasse nel tempo, osserva, l'effetto potrebbe esserci. Secondo Anthony Ha, in ogni caso, chi promuove questi progetti appare preoccupato.
Perché conta
I timori dei residenti riguardano valore degli immobili, bollette elettriche e consumo d'acqua. Che siano problemi reali o sopravvalutati, la mancanza di trasparenza rende difficile verificarlo e alimenta la diffidenza.
Il tema non resta americano: anche in Italia sono in corso progetti di nuovi data center legati alla domanda di capacità di calcolo per l'IA, con discussioni su energia, suolo e ricadute occupazionali. Il modello di confronto scelto dalle grandi aziende negli Stati Uniti, con o senza clausole di segretezza, rischia di diventare lo standard applicato anche altrove.

