Scholze: i modelli IA potrebbero rompere la crittografia di internet
Il 6 ottobre 2026 OpenAI ha pubblicato più di 700 manoscritti con presunte soluzioni a centinaia di problemi matematici aperti. Tra le reazioni, quella del medaglia Fields Peter Scholze contiene un avvertimento che va oltre la matematica: sistemi così potrebbero trovare il modo di rompere la crittografia che protegge internet.

- OpenAI ha pubblicato oltre 700 manoscritti con presunte soluzioni a problemi aperti.
- Peter Scholze teme che simili sistemi possano trovare algoritmi capaci di rompere la crittografia.
- Molti matematici oscillano tra ammirazione e timore per il futuro della professione.
La pubblicazione di massa e le reazioni
Per anni i modelli linguistici hanno faticato anche con problemi alla portata di studenti avanzati. Dalla metà del 2026, racconta The Decoder, i risultati hanno iniziato ad accumularsi: prima la congettura sulle distanze unitarie, poi Navier-Stokes, poi dieci soluzioni presentate con il modello Astra di OpenAI. Il 6 ottobre l'azienda ha caricato su GitHub centinaia di dimostrazioni tutte insieme.
Il blog Proofs and Prompts ha raccolto oltre cento reazioni di ricercatori. Alcuni articoli sono già stati ritirati, altri sono criticati perché difficili da leggere, ma diversi esperti si dicono colpiti. Terence Tao ha parlato di idee nuove e promettenti, lamentando però l'assenza di persone con cui discuterle o insegnarle. Alvaro Lozano-Robledo ha definito quel giorno forse il più importante nella storia della matematica, ricordando però che sull'ipotesi di Riemann OpenAI ha ottenuto solo una variante più debole. Peter Scholze ha invitato alla pazienza: la matematica è una maratona, e l'obiettivo resta la comprensione umana.
Che cosa significa rompere la crittografia
La crittografia è l'insieme di tecniche matematiche che rendono illeggibili i dati a chi non possiede la chiave giusta: protegge i conti correnti online, i messaggi, le password, le comunicazioni tra siti e browser. La sua sicurezza si basa sul fatto che certi problemi matematici sono considerati troppo difficili da risolvere in tempi utili. Romperla significa trovare un algoritmo, cioè una procedura di calcolo, che aggira quella difficoltà.
Scholze ha scritto che, ai suoi occhi di non specialista, la difficoltà di individuare algoritmi del genere non supera di molto ciò che questi sistemi sono già in grado di fare. Le conseguenze per l'infrastruttura digitale, ha aggiunto, sarebbero catastrofiche. È un'ipotesi, non una dimostrazione: resta un avvertimento di un matematico tra i più autorevoli al mondo.
Perché conta
Se la crittografia che usiamo oggi diventasse vulnerabile, non sarebbe un problema solo per gli informatici: home banking, sanità digitale, identità elettronica, firme digitali e posta certificata poggiano tutti sullo stesso tipo di garanzie matematiche. In Italia questo vale per servizi di uso quotidiano come SPID o i pagamenti online.
C'è poi il lato umano. Diversi matematici descrivono smarrimento: Ben Green ha detto che la pubblicazione ha risolto circa tre quarti degli obiettivi di un prestigioso finanziamento europeo ottenuto a giugno. Il medaglia Fields Hugo Duminil-Copin ha ammesso di essersi aspettato di essere superato, ma non con quella forza. È un anticipo di ciò che l'automazione della ricerca può significare per molte professioni intellettuali.


