Harvard: gli agenti di coding scrivono più codice, ma non più software
Uno studio dell'Università di Harvard su oltre 700 aziende di sviluppo software rileva che gli agenti di intelligenza artificiale fanno crescere del 30% le righe di codice prodotte, senza però aumentare il numero di funzionalità effettivamente completate.

- Con gli agenti di IA le righe di codice crescono del 30%, i commit del 20%.
- Le funzionalità completate non aumentano in modo statisticamente significativo.
- La revisione umana si allunga e diventa il collo di bottiglia; l'occupazione resta stabile.
Lo studio
La ricerca, firmata da Fiona Chen e James Stratton e raccontata da Ars Technica, si basa su dati aggregati della piattaforma Jellyfish, che misura l'attività dei team di ingegneria. Il campione comprende 300 milioni di eventi di lavoro, come commit e pull request, relativi a oltre 700.000 dipendenti in più di 700 aziende, dal 2021 a marzo 2026.
Due i termini chiave. Gli assistenti di coding completano automaticamente il codice scritto da una persona; gli agenti, invece, scrivono e inviano codice in autonomia partendo da un'istruzione. I ricercatori hanno individuato quando ogni azienda ha introdotto questi strumenti, incrociando l'uso dichiarato dell'IA con l'analisi dell'attività su GitHub, e hanno confrontato i risultati prima e dopo.
I numeri sulla produzione grezza sono netti: con gli agenti il totale delle righe di codice cresce del 30%, i commit del 20% e le pull request, cioè le proposte di modifica da integrare nel progetto, del 23%. Ma il tasso di risoluzione delle funzionalità tracciate su strumenti come Jira non cambia in modo statisticamente significativo, e non si osserva nemmeno uno spostamento verso compiti più grandi o complessi.
Il collo di bottiglia è la revisione
La spiegazione, secondo gli autori, sta a valle: la revisione umana del codice diventa il vero collo di bottiglia. Il processo di controllo si allunga, le proposte di modifica richiedono più spesso correzioni e i revisori lasciano più commenti. L'efficienza guadagnata nella fase di scrittura viene insomma assorbita dai vincoli delle fasi successive.
Lo studio non trova prove significative né di un aumento della produzione di software a livello aziendale né di una riduzione dell'occupazione legata all'adozione di questi strumenti.
Perché conta
Il dibattito pubblico oscilla tra l'idea che l'IA moltiplichi la produttività e il timore che cancelli i posti di lavoro nello sviluppo software. Questo lavoro, basato su dati reali e non su esperimenti di laboratorio, suggerisce una realtà più sfumata: più output grezzo, stesso risultato finale, occupazione stabile.
Per le aziende italiane che stanno valutando l'adozione di questi strumenti è un'indicazione pratica: misurare il beneficio sulle funzionalità consegnate e non sulle righe di codice, e considerare che il carico di lavoro si sposta sui revisori, un ruolo che diventa più critico anziché meno.


