USA Today fa causa a OpenAI e chiede oltre 250 milioni di dollari
USA Today Co., insieme ai numerosi quotidiani locali che controlla, ha fatto causa a OpenAI accusandola di aver copiato centinaia di migliaia di articoli per addestrare i suoi modelli di intelligenza artificiale. Il gruppo chiede risarcimenti per oltre 250 milioni di dollari.
- USA Today accusa OpenAI di aver copiato centinaia di migliaia di articoli.
- Il risarcimento richiesto supera i 250 milioni di dollari.
- OpenAI affronta già cause dal New York Times e da quasi 400 giornali locali.
Le accuse
Secondo il ricorso depositato giovedì, riportato per primo da Reuters e ripreso da The Verge, il successo commerciale di OpenAI poggerebbe su una violazione del diritto d'autore su larga scala. L'editore sostiene che l'azienda non abbia mai chiesto il permesso di utilizzare i suoi contenuti e li abbia invece presi per costruire prodotti del valore di centinaia di miliardi di dollari, causando un danno reale e tuttora in corso alle sue testate.
Nella causa sono coinvolti anche diversi giornali locali del gruppo, tra cui The Tennessean, Indy Star, The Columbus Dispatch e The Oklahoman. OpenAI non ha risposto subito alla richiesta di commento di The Verge.
Una lunga serie di cause
Quella di USA Today è solo l'ultima di una serie di azioni legali sul copyright contro OpenAI. L'azienda guidata da Sam Altman affronta già la causa del New York Times e quelle promosse da The Intercept, da Ziff Davis, proprietaria di CNET, dall'emittente pubblica canadese CBC/Radio-Canada, da Encyclopaedia Britannica, da Merriam-Webster, dal Seattle Times e da una coalizione di quasi 400 giornali locali.
Il nodo giuridico comune è se l'addestramento di un modello linguistico su testi protetti da copyright, senza licenza né compenso, sia o meno un uso lecito. Un modello linguistico impara infatti dalle regolarità statistiche di enormi quantità di testo, spesso raccolto dal web.
Perché conta
L'esito di queste cause può ridefinire il rapporto economico tra chi produce informazione e chi costruisce sistemi di IA: o un obbligo di licenze a pagamento, o la conferma che l'addestramento rientra nelle eccezioni al diritto d'autore.
Il tema tocca da vicino anche l'editoria italiana ed europea, dove il regolamento sull'intelligenza artificiale e la direttiva sul copyright impongono già obblighi di trasparenza sui dati di addestramento. Le sentenze statunitensi, pur non vincolanti in Europa, peseranno sulle trattative tra gruppi editoriali e aziende di IA, incluse quelle italiane che stanno valutando accordi di licenza.



