Dots, l'agente di OpenAI alla prova: sbaglia il nome e dice ti amo
Wired ha provato Dots, il nuovo agente sempre attivo di OpenAI, per cercare un divano. L'assistente ha sbagliato subito il nome del giornalista e, fraintendendo un mormorio, gli ha risposto: anch'io ti amo.

- Wired ha testato Dots, l'agente sempre attivo di OpenAI, per acquistare un divano.
- L'agente ha sbagliato il nome e ha risposto a sproposito con un ti amo.
- Dots costa 100 dollari al mese e può accedere a posta, calendario e pagamenti.
La prova sul campo
Il giornalista di Wired ha avviato l'agente, chiamato Toolie, tramite ChatGPT per sostituire un divano rotto. Il primo contatto è stato un saluto con il nome sbagliato. Dopo la correzione, l'agente ha chiesto le misure necessarie per far passare il divano dalla porta e la fascia di budget, riuscendo anche a capire che a parlare erano due persone, e ha poi inviato alcuni link di prodotti nella conversazione.
Non sono mancati gli inciampi: trascrizioni sbagliate di quanto detto e la proposta di risolvere captcha che poi non riusciva a superare. Il momento più imbarazzante è arrivato quando il giornalista ha borbottato una frase rivolta al compagno e l'agente ha replicato con un "ti amo anch'io". Toolie ha poi spiegato di aver frainteso e di aver semplicemente rispecchiato quel tono. Un portavoce di OpenAI ha detto a Wired che le regole distinguono tra il rispecchiare la risposta dell'utente e l'iniziare attivamente una vicinanza emotiva: gli assistenti non dovrebbero fare il secondo.
Che cosa significa agente sempre attivo
Dots appartiene alla categoria degli agenti always on, sempre attivi: dispongono di un browser virtuale nel cloud, cioè di un computer remoto che l'IA può pilotare da sola, e continuano a svolgere compiti ricorrenti anche quando l'utente non sta usando ChatGPT, scrivendogli di propria iniziativa quando hanno novità. Per ora si può usare un solo agente, ma l'azienda potrebbe permetterne di più in futuro.
OpenAI invita a collegare altre fonti di informazione, come la casella Gmail, per risposte più personalizzate. Wired consiglia di valutare bene le implicazioni di sicurezza prima di concedere questo livello di accesso: l'automazione è ancora giovane e gli agenti possono commettere errori sulla privacy. Più permessi si danno, più pesa ogni singolo sbaglio. Meta offre il suo agente concorrente, Muse, gratuitamente; Dots invece è dietro un abbonamento da 100 dollari al mese, che potrebbe cadere in futuro come già successo per altre funzioni.
Perché conta
Gli agenti stanno passando dal mondo degli appassionati di tecnologia a quello di tutti, promettendo di prenotare voli, disdire tavoli o fare acquisti al posto nostro. La prova di Wired mostra però quanto la fiducia sia fragile: un assistente che collegato a posta, calendario e carte di credito sbaglia il nome o fraintende una frase pone un problema pratico, non solo di immagine. È un tema concreto anche in Italia, dove questi strumenti arriveranno collegati a conti e abbonamenti personali.


